La campagna d’Italia, iniziata con l'invasione della Sicilia il 10 luglio 1943 e conclusa dalla capitolazione tedesca il 2 maggio 1945, non fu tanto la conseguenza di chiare scelte strategiche quanto il risultato di un compromesso fra gli alleati e di indecisioni da parte tedesca.
Gli Stati Uniti volevano attaccare l'Europa continentale occupata dai nazisti sbarcando in Francia, perché quella era la strada più diretta per distruggere le forze armate tedesche e sconfiggere la Germania. La Gran Bretagna invece premeva per attaccare i Balcani, per difendere gli interessi inglesi in Medio Oriente e contenere l'espansione sovietica. Gli angloamericani trovarono un accordo di compromesso sull'obiettivo intermedio di invadere la Sicilia e l’Italia meridionale per proteggere le rotte nel Mediterraneo, occupare le basi aeree della piana di Foggia e forzare l’Italia alla resa.
Anche in Germania si sostenevano strategie diverse: abbandonare l’Italia centro- meridionale e le isole ritirandosi subito sull'Appennino lungo la linea Pisa-Rimini (più o meno la futura linea Gotica), oppure combattere una lenta ritirata lungo tutta la penisola. Hitler, inizialmente favorevole a ritirarsi, fu convinto alla difesa ad oltranza dai successi delle armate tedesche nei contenere l'avanzata alleata dopo lo sbarco a Salerno il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’annuncio dell'armistizio con l’Italia.
Durante l’inverno 1944, mentre gli eserciti contrapposti si dissanguavano lungo la Linea Gustav a Cassino e nella testa di ponte di Anzio, i contrasti fra gli alleati tornarono in superficie. Dopo la liberazione di Roma il 4 giugno 1944, la Gran Bretagna sostenne ancora la possibilità di invadere l’Istria e i Balcani e giungere alla Germania da Sud. Gli Stati Uniti pero rifiutarono di distogliere altre forze dalla preparazione dell’invasione delta Francia, e la campagna d’Italia continuò come una guerra di attrito con l’unico obiettivo di trattenere distanti dai fronte nord occidentale il maggior numero di divisioni della Wehrmacht.
L'attaccio iniziale contro la linea Gotica scattò nel settore adriatico il 25 agosto 1944. Tuttavia dopo una prima rapida avanzata l'impeto dell’8a armata britannica si spense contro la resistenza delle truppe tedesche rinforzate da sette divisioni trasferite in fretta dall’Appennino centrale che, cosi sguarnito, venne attaccato dalla 5" armata americana il 10 settembre 1944 al Passo del Giogo. Alla fine di settembre gli alleati erano riusciti a penetrare le difese della Gotica lungo la costa adriatica e in Toscana, ma l'arrivo del maltempo e la mancanza di rimpiazzi e di rifornimenti bloccò l’avanzata impedendo uno sfondamento decisivo fino alla pianura Padana: un altro inverno di patimenti attendeva i combattenti e la popolazione. L'offensiva finale alleata scattò solo il 9 aprile 1945, portando in un mese alla dissoluzione dell'esercito tedesco e alla liberazione di tutta l’Italia del Nord in concomitanza con l'insurrezione generale guidata dalle forze della resistenza. II 2 maggio 1945 le truppe germaniche capitolavano senza condizioni. In due anni di battaglie, gli alleati avevano subito circa 312 000 morti, feriti e dispersi, i tedeschi 336 000. All’Italia venti mesi di guerra erano costati 187 000 morti (compresi 120 000 civili, dei quali circa 40 000 periti nei bombardamenti) e 210 000 dispersi, inclusi più di 100 000 civili.