Il Mugello tra Guerra, Resistenza, Società. La Tesi di Stefania Mencaroni

  • 9 Dicembre 2025
410 474 Gotica Toscana aps

Nei giorni scorsi Stefania Mencaroni ha conseguito la laurea in Lettere Moderne discutendo una tesi dal titolo “Il Mugello tra fascismo, Linea Gotica e Resistenza: guerra e società in un territorio di confine”. Un lavoro che affronta in modo organico il ruolo del Mugello durante la Seconda guerra mondiale, mettendo in relazione gli eventi militari con le trasformazioni sociali e le scelte della popolazione civile.

È già la seconda tesi discussa in poco più di un mese dedicata ai temi della Linea Gotica, della guerra e della Resistenza. Un segnale importante, che conferma come questi argomenti continuino a generare ricerca, riflessione e nuovi sguardi, soprattutto tra le giovani generazioni.

La Linea Gotica nel Mugello

Il Mugello fu infatti un nodo strategico di primaria importanza tra il 1944 e il 1945. Qui la Linea Gotica tedesca trovò uno dei suoi tratti più duramente contesi, mentre allo stesso tempo le montagne offrirono rifugio e spazio operativo alle formazioni partigiane attive in Toscana. Nel territorio mugellano la Linea Gotica attraversava alcuni punti chiave dell’Appennino settentrionale. Il Passo della Futa e il Passo del Giogo furono teatro di combattimenti intensissimi, oggi ricordati da parchi memoriali, cimiteri militari e itinerari storici. Il Monte Altuzzo, in particolare, fu al centro di una battaglia decisiva nel settembre 1944, che consentì agli Alleati di sfondare uno dei capisaldi della difesa tedesca. Accanto ai luoghi delle battaglie, il territorio conserva ancora strutture difensive come bunker, trincee e postazioni in muratura, in parte recuperate e rese visitabili grazie al lavoro di associazioni e gruppi di volontari.

Resistenza e società civile

Un’ampia parte della ricerca è dedicata alla Resistenza armata e civile. Le montagne del Mugello divennero rifugio per partigiani, renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana e giovani in fuga dalla deportazione o dal lavoro coatto. Il Monte Giovi emerge come luogo simbolo della Resistenza fiorentina: qui si riorganizzarono le brigate partigiane e avvennero i lanci di rifornimenti alleati. Tra le formazioni più attive si ricordano la Brigata Rosselli e i gruppi legati al Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (CTLN). La tesi mette in evidenza anche il ruolo fondamentale della popolazione civile, dei parroci e delle reti di solidarietà locali, che contribuirono in modo decisivo alla sopravvivenza e all’operatività dei combattenti.

Eccidi e violenza contro i civili

Il lavoro affronta infine il tema delle rappresaglie nazifasciste, che segnarono profondamente il territorio. Tra gli episodi più drammatici vengono ricordati l’eccidio di Padulivo a Vicchio, quello di Crespino sul Lamone a Marradi e le fucilazioni di Poggio agli Uccellini, legate alla repressione dei renitenti al lavoro per l’Organizzazione Todt. Eventi che restituiscono la dimensione più dura della guerra, fatta non solo di operazioni militari ma di violenza sistematica contro le comunità locali.

Ricerca, memoria, territorio

Tesi come quella di Stefania confermano l’importanza di continuare a studiare, documentare e raccontare la storia della Linea Gotica e della Resistenza, non come memoria astratta ma come esperienza radicata nei luoghi e nelle persone. Per chi desidera approfondire questi temi sul territorio, restano fondamentali gli itinerari storici del Mugello e il lavoro di realtà come il MUGOT – MUSEO GOTICA TOSCANA, ex Centro di Documentazione di Gotica Toscana a Scarperia, che da anni si occupa di ricerca, divulgazione e tutela della memoria.

La memoria storica vive anche attraverso lo studio.
E ogni nuova ricerca è un passo in più per comprendere il presente partendo dal passato.