Il Raduno dei due Gigli 2006

    22/25 Aprile 2006

    Il volantivo con il logo dei 700 anni di Scarperia con il suo Giglio e il Giglio del Comune di Firenze.

    Lo stemma del comune di Scarperia, caratterizzato da un grande giglio, è lo stesso di Firenze. È stato concesso a Scarperia perchè nel 1415 è divenuta sede di un vicariato, al quale la Repubblica Fiorentina delegò l’amministrazione della giustizia, la riscossione delle tasse, la difesa del territorio mugellano. Il vicariato di Scarperia era molto esteso, e comprendeva buona parte del Mugello e una porzione della piana fiorentina.

    Gli Sherman a Porta Romana (Foto a colori di Alessio Cheloni)

    Abbiamo sempre sperato sin dal raduno “La strada del Cuore” a Greve in Chianti del 2001 di organizzare una manifestazione più grande ma soprattutto divertente e sincera. Sono trascorsi alcuni anni a dire il vero non eclatanti compresa la Normandia del 2004 la quale, fra divieti e limitazioni, diventò ben presto diversa da come l’avevamo immaginata.
    Quando sono iniziate ad arrivare le prime iscrizioni al Raduno dei Due Gigli abbiamo notato che i collezionisti si iscrivevano con una insolita carica positiva, una grande voglia di stare assieme e di divertirsi e questi fattori non hanno mai abbandonato la manifestazione.

    I numeri parlano da soli; nei 4 giorni della manifestazione sono intervenuti 102 automezzi esclusivamente WWII ( Munga di Sandro Checchi e Guzzi di Frank esclusi ) per un totale di circa 320 partecipanti. Per la prima volta sono intervenuti 3 carri Sherman per non parlare poi degli altri mezzi corazzati, delle moto, delle Kubel, dei GMC, dei Dodge e delle immancabili jeep ma lascio alle foto il compito di portarvi ai 4 giorni del raduno.

    SABATO 22 Aprile

    La giornata è iniziata sotto un gran sole…. Pian piano sono arrivati quasi tutti i partecipanti previsti e sistematicamente smistati nei vari alberghi, agriturismo, stanze messe a disposizione. Iscrizioni, buoni pasto, un panino e tutti hanno iniziato a prendere confidenza con il luogo e con gli altri partecipanti. Tanti i volti degli amici che non vedevamo dai tempi della Normandia del ’99.

    S. Agata di Mugello


    Alle 14:30 siamo partiti con destinazione Pietramala attraverso il Passo della Futa dove la popolazione ci ha atteso, Sindaco in testa, per un rinfresco ed una deposizione della corona al monumento dei Caduti.
    La piccola Pietramala, sede durante il 1944 del 8th Evacuation Hospital, conteneva a malapena tutti i mezzi tanto che molti erano parcheggiati sul ciglio della statale.

    Non sono mancati i guasti meccanici fino da subito costringendo il carro attrezzi a diversi interventi; al ritorno da Pietramala sosta libera al Cimitero Tedesco della Futa già tappa della scorsa manifestazione. Alle 19:00 circa eravamo già al campo base S.Agata REST CENTER per poi ritrovarsi per la cena al GS Scarperia.

    La scelta di posizionare il campo all’interno del paese di S.Agata è stata
    quasi casuale ma ci ha attratto molto in quanto potevamo vivere una full immersion in un paese storico dove il 361^ Rgt. Della 91^ DIV. USA ed i paracadutisti tedeschi si erano affrontati nel Settembre 1944. Suggestivo anche l’uso della Pieve per i pernotti ma anche buona vicinanza del bar e dei generi alimentari.
    Durante la cena di sabato il gruppo dei partecipanti si è sempre più unito, la titubanza iniziale ha lasciato il posto ad una più crescente disinvoltura forse determinata dall’obiettivo comune del giorno successivo: Firenze.

    Da non dimenticare il lavoro svolto dall’amico Sandro che per tutta la giornata di sabato ha accompagnato i mezzi pesanti dall’autostrada alla caserma dell’Aeronautica dove avevamo sede per domenica. La colonna di sabato infatti, era notevole ma priva di tutti i mezzi cingolati e dei mezzi che avrebbero partecipato solo alla giornata di domenica.

    Alla cena di sabato sono state impartite le disposizioni per la domenica mattina, spiegando i tempi ed i modi per raggiungere Firenze. Sono state inoltre ribadite le regole comportamentali perché nessuno di noi era sicuro di quanto sarebbe potuto accadere in Firenze.
    L’appuntamento era fissato per il mattino seguente, domenica 23 aprile, al distributore di benzina della Shell alle ore 06:30.

    DOMENICA 23 Aprile

    Quando siamo usciti di casa stava facendo giorno. Erano le 5:50 ed una volta arrivati al paese tutti erano in fermento; chi stava facendo colazione, chi preparava i mezzi, chi, come Giovanni Sulla, portava sacchi di caramelle sul GMC. Via al distributore dove abbiamo constatato che tutti avevano preso sul serio l’appello e l’orario. Il piazzale era gremitissimo di mezzi in fila alle pompe e pronti per la partenza avvenuta alle 7:15. La marcia di avvicinamento per la via Bolognese è iniziata sotto un tiepido sole. L’aria era ancora fredda ed i battle dress ancora non lasciavano il passo ai khaki drill. Con grande tranquillità abbiamo passato tutti i vari paeselli della statale fino a Pratolino e poi Trespiano dove la Polizia Municipale ci ha preso in consegna per la scorta. Dopo l’abitato di Montorsoli, alla prima curva a destra, Firenze si è fatta vedere sotto un bellissimo sole del mattino, cupola del Duomo e Palazzo Vecchio ben riconoscibili in lontananza.
    Quando siamo arrivati alle porta di Piazza della Libertà alcuni curiosi erano già ad attenderci tanto che ci siamo un po’ meravigliati dal numero di macchine fotografiche presenti.

    Il Raduno dei due Gigli era stato ampiamente annunciato sui quotidiani locali con alcuni articoli con foto; fin da subito abbiamo ribadito l’assoluta apoliticità della manifestazione la quale aveva solamente scopi ludici e storici ed avevamo cercato di esaltarne la spettacolarità dal momento che Firenze non ha mai ospitato manifestazioni di questo genere.

    Giunti sui viali di Circonvallazione si è unita ai VVUU anche la Polizia di Stato la quale ci ha abbandonato solamente al termine della giornata.
    Il traffico era molto limitato; i semafori, che generalmente ci innervosiscono facilmente, venivano “bucati” dalla colonna mediante la scorta. Ovunque, al passaggio della colonna, spuntavano dai pochi presenti, telefonini e macchine fotografiche. Mentre eravamo in Piazza Ferrucci in direzione Piazzale Michelangelo, l’amico Paolo Mattoni mi avvertiva che la seconda colonna, formata dai carri e dai mezzi pesanti, era in posizione al Piazzale Galilei dove ci saremo incontrati prima dell’ingresso a Porta Romana.

    Foto di Clic & Clic – Scarperia

    Al Piazzale Michelangelo ed in altri punti strategici, abbiamo trovato altri mezzi che si sono uniti a noi in un lungo, enorme serpentone. Il Piazzale Michelangelo lo abbiamo raggiunto alle 8:56 contro le 9:00 della tabella di marcia. Grande folla già al Piazzale, molti i curiosi; tanti di noi si sono fatti immortalare vicino al David o con lo sfondo di Firenze. Il sole era caldo, l’euforia tanta.

    Piazzale Michelamgelo

    Alle 10:00 circa siamo ripartiti per congiungersi alla colonna pesante; all’arrivo della colonna leggera qualcuno aveva fatto partire l’altra erroneamente e così via sul Poggio Imperiale a rifare l’ordine di ingresso a Porta Romana senza non poche imprecazioni! Sul viale del Poggio Imperiale, lungo ed in pendenza, abbiamo composto la colonna con gli inglesi in testa seguiti dai carri Sherman e dai corazzati, dai GMC carichi di truppa e dalle truppe dell’Asse compreso il Regio Esercito a bordo di due splendidi autocarri TL.

    Uno dei due splendidi autocarri TL – Foto di Clic & Clic – Scarperia

    Mentre preparavamo la colonna, abbiamo visto che la piazza di Porta Romana, al termine del Viale del Poggio Imperiale era scomparsa!! Al suo posto una folla inverosimile di gente sulle aiuole, ai lati della strada,
    in mezzo alla strada, sui marciapiedi….. roba da non credere! E’ stato lì che abbiamo capito che i fiorentini avevamo risposto al nostro appello positivamente perché le facce della gente ce lo stavano comunicando.

    Foto di Clic & Clic – Scarperia

    E’ difficile per me adesso descrivere quello che è successo ed abbiamo provato; l’emozione era talmente grande che alcuni momenti non riusciamo ancora a focalizzarli nella mente.
    Avanti a piedi i partigiani della Stella Rossa accompagnati, sempre a piedi dagli inglesi….. un momento di incertezza e poi applausi, grida, commozione…. Io ero sulla prima Willys con Peter Davies dell’MVT inglese, anche lui ha confermato che il calore dei fiorentini è stato unico. Fra l’altro la divisa che indossa Peter è di 66 anni fa e fu indossata a Firenze nel 1944 dal Maggiore inglese M.P.Lee.

    La divisa che indossa Peter è di 66 anni fa e fu indossata a Firenze nel 1944 dal Maggiore inglese M.P.Lee.

    Dietro di noi la colonna si snodava piano…. Chevrolet, jeep inglesi, la Fox, gli Sherman, l’Half Track, M8, GMC, Zundapp, BMW, Kubelwagen, il TL 40, il magnifico TL37 coloniale giù dal Poggio Imperiale. Il viale Petrarca nel senso opposto era letteralmente bloccato ed è a questo punto che ci siamo resi conto dei problemi alla circolazione al traffico che erano stati creati. A parte alcuni irriducibili automobilisti inviperiti, altri erano a bocca aperta! Tanti sono scesi dalle vetture per venire a vederci, a toccarci; tanti i bambini, gli anziani, tanta tanta gente festante! L’arrivo a Piazza Tasso è stata la conferma che avevamo davvero bloccato tutto in entrambe le direzioni e per questo ci scusiamo per i disagi creati.

    L’arrivo a Porta Romana – Fonte La Nazione

    Alle ore 10:45 circa è iniziata la commemorazione assieme all’ANPI Oltrarno intervenuta numerosa; i partigiani di allora hanno raccontato cosa avvenne in quel tragico agosto del 1944 e tanti sono stati i momenti di commozione nella gente.

    Firenze sente ancora molto vicina la guerra e la liberazione ed è molto attaccata ai valori che ne conseguono. Nel frattempo la folla prendeva letteralmente d’assalto la colonna ferma sul Viale Petrarca con foto, domande, ammirazione per la gioia e la soddisfazione dei collezionisti e dei proprietari dei mezzi.

    Fonte La Nazione

    Ammiratissimi anche i mezzi tedeschi, veri e propri prodigi meccanici; anche se non tutti hanno gradito le uniformi tedesche, è prevalso il buon senso nel comprendere che nelle rievocazioni storiche è importante mostrare tutte le forze in campo senza prenderne le parti.

    A cerimonia finita siamo ripartiti, sempre scortati, sul viale Aleardi dove alcuni bambini lanciavano fiori sui mezzi al nostro passaggio e tante persone alle finestre ci guardavano sbigottiti! Abbiamo visto anche tante coppie di anziani, chi triste e chi felice ma tutti contenti di aver avuto una occasione per ricordare.

    Da Piazza Pier Vettori abbiamo imboccato via Pisana e poi la maestosa Porta San Frediano per poi entrare nell’omonimo quartiere. Alla vista di San Frediano,

    In San Frediano

    stretta nelle case con marciapiedi e auto in sosta da un lato, abbiamo avuto titubanza per i carri Sherman, tanto è che ho chiamato Assolari per avere conferma della possibilità di passare ma il mio era solo uno scrupolo di troppo perché i carri sono passati senza problemi. Davanti al bar i numerosi avventori mi dicevano “passa, passa, e ci passa l’autobusse tu ci pò passà anche te!! “.
    Da Piazza Sauro al lungarno Guicciardini e l’Arno era davanti a noi; Tutta la città si è aperta così da poter vedere il Ponte S.Trinita e sullo sfondo il Ponte Vecchio. Alla vista dei primi mezzi sul Ponte S.Trinita tutti i turisti nelle vicinanze del Ponte Vecchio e di Via Tornabuoni hanno iniziato ad accalcarsi alla curva del Lungarno Corsini dove si è reso necessario il nostro intervento per contenere la folla.

    1945 Firenze, la zona del Ponte Vecchio Foto del Gabinetto Fotografico della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici

    Fonte La Nazione

    03 Agosto 1944 Firenze -Il Kesserling sul Ponte Vecchio
    Foto del Bundesarkiv Koblenz

    1944 Un soldato Britannico a Firenze
    Foto dell’ Imperial War Museum

    Poi tutti alle cascine, sempre sotto lo sguardo di centinaia di turisti e fiorentini, siamo entrati nella Scuola di Guerra Aerea dell’Aeronautica Militare per sparire, dietro i cancelli, nelle piazze interne della Caserma; quando i cancelli si sono chiusi dietro di noi, la gente era ancora fuori per vederci.

    La colonna era composta da circa 100 mezzi; da notare che abbiamo iniziato a bloccare le iscrizioni circa 20 giorni prima della manifestazione ovvero sugli 85/90 mezzi perché non potevamo gestire una colonna così grande ma poi gli “infiltrati” hanno fatto il resto. I giornali parlano degli 80 mezzi secondo i nostri comunicati stampa precedentemente inviati ma le stime reali erano ben diverse; per ben 3 volte abbiamo tentato di contare i mezzi ma senza successo. Una volta raggiunta la scuola, la maggior parte degli infiltrati, che comunque ci avevano preventivamente avvertito per essere autorizzati, hanno dovuto lasciare la strutture in quanto non presenti nelle liste precedentemente inviate alle Autorità Militari e questo a conferma delle numerose raccomandazioni diffuse.

    Il pasto si è consumato alla mensa ufficiali su due turni e per questo un po’ lunghi ma si rendeva necessario dare un po’ di respiro e riposo a tutti dopo la levataccia della mattina. Mentre eravamo impegnati per il pranzo, siamo stati contattati dalla Guardia per essere avvertiti nelle numerose richieste da parte del pubblico di poter vedere la colonna; nel frattempo erano intervenuti i VVUU per la scorta di rientro con i quali abbiamo concordato l’uscita dalla caserma. Dopo una sosta di circa 30 minuti dove siamo stati presi d’assalto dal pubblico del Parco delle Cascine, ci siamo diretti verso la via Faentina dietro una efficientissima scorta dei VVUU grazie ai quali i viali erano tutti per noi. Indescrivibile
    La vista del sottopasso della Fortezza ed il viale Lavagnini “Invasi” dai nostri mezzi.

    Viale Spartaco Lavagnini

    Il ritorno sulla via Faentina è stato un po’ faticoso ma tutti erano felici per la giornata trascorsa…. Era tutto un raccontarsi a vicenda le proprie esperienze ed emozioni e tutti avevano la sensazione di aver contribuito alla realizzazione di qualcosa di grande; loro avevano la sensazione ed i fiorentini ce ne hanno data la certezza.

    L’indomani mattina le pagine dei quotidiani erano tutte per noi con foto, grandi titoli ed articoli; la prima pagina della Nazione di Firenze era totalmente per noi.

    LUNEDI’ 24 Aprile

    Ancora provati dal giorno precedente, il lunedì 24 aprile è iniziato sonnacchioso, con il giusto posticipo della partenza. Alcuni guasti meccanici del 23 hanno limitato alcuni mezzi ed altri guasti del 24 hanno ritardato ulteriormente la partenza. L’arrivo sul Giogo è avvenuto su di un tiepido terreno; il passo è sempre molto suggestivo e la sosta in cima è d’obbligo.

    Foto IMG 0654

    Alcuni veicoli provenienti da Imola si sono uniti a noi per la giornata di Lunedì proprio sul Passo.
    La colonna ha poi imboccato il sentiero “00” dal Giogo alla Colla, generalmente chiuso al traffico veicolare; 12 km di strada bianca quasi in pari che passa davanti allo spicchio di passo dove viene messa in scena “Un Tuffo nella Storia” in programma per il 16/17 settembre 2006 giunta alla seconda edizione.

    Fra il Passo del Giogo e La Colla

    Il Cessna L-19 Birdog in livrea US che ha sorvolato la colonna

    Il tratto dello “00” è ricco di panorami splendidi delle montagne della Gotica; un Cessna L-19 Birdog in livrea USA ci ha sorvolato un paio di volte grazie alla gruppo volo di Figliano. Usciti al Passo della Colla siamo scesi dalla Sambuca fino alla frazione di Quadalto

    Nella frazione di Quadalto

    dove ci ha atteso un piccolo rinfresco. Sosta a Palazzuolo sul Senio per il pranzo all’Hotel Europa, un po’ di intrattenimento nelle suggestive piazze di Palazzuolo e poi via in direzione Firenzuola attraverso il Passo della Faggiola e successivamente il Passo del Giogo nel senso contrario.

    Palazzuolo sul Senio – Foto di Peter Davies

    Per i proprietari dei mezzi pesanti è stata una bella faticata ma speriamo che i panorami ed i luoghi visitati possano aver compensato la fatica fisica.
    Un rientro nel pomeriggio per riposare e prepararsi alla cena del lunedì sempre la GS Scarperia, è stata cosa gradita.

    MARTEDI’ 25 Aprile

    Anche per il martedì era in programma la partenza divisa fra mezzi pesanti e leggeri; questi ultimi hanno raggiunto la frazione di Luco di Mugello dove sono stati accolti con un rinfresco e tanta allegria. Nel frattempo i mezzi pesanti compresi gli Sherman si sono diretti a Scarperia da S.Agata su cingoli per la gioia degli equipaggi. Incolonnati all’esterno del paese, abbiamo atteso l’altra colonna ritornare da Luco.

    Tanta la gente radunata a Scarperia richiamata anche dagli appelli dei giornali i quali davano per il 25 l’ultimo giorno per ammirare i suggestivi mezzi militari. L’ingresso dei carri e dei veicoli, accompagnati dalla fanteria a piedi, è stato salutato da centinaia di persone

    che hanno affollato il centro storico del paese fino al primo pomeriggio. Dopo le celebrazioni ufficiali tutti a pranzo per l’ultimo dei 6 pasti in programma all’ MCL il quale ha squisitamente messo fine alla kermesse.

    Non abbiamo sufficiente memoria per ricordare quante persone, associazioni, istituzioni, amministrazioni ed esercizi hanno collaborato a questo evento ma è dal nostro profondo che sentiamo il dovere di ringraziare tutti.

    Mille cose potevano andare storte invece non è accaduto niente! A tutti coloro che ci chiedono di replicare posso solamente affermare che ci tenteremo nuovamente ma l’impresa non sarà facile.

    Filippo Spadi
    Segretario
    Gotica Toscana Onlus.

    L’evento è inserito nel programma di manifestazioni organizzato per il 700 anni dalla fondazione di Scarperia.

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