Il Fallschirmgefreiter (Caporale Paracadutista) Karl-Heinz Rohrbach

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la Redazione

Una foto di Duisburg negli anni ’30

Karl-Heinz Rohrbach nacque a Duisburg, in Germania, il 24 agosto 1925. Celibe, cattolico, al momento del richiamo alle armi era ancora uno studente. Nel MUGOT – MUSEO GOTICA TOSCANA a Ponzalla/Scarperia in una vetrina della Sala del Giogo è conservata una divisa color sabbia, analoga a quella indossata dal Caporale Paracadutista tedesco Karl-Heinz Rohrbach, vicino alla quale sono posizionati i suoi documenti. Questo giovane paracadutista combatté sul Passo del Giogo sulla Gotica nell’autunno 1944. Ecco la sua storia.

L’educazione nella Gioventù Hitleriana e il RAD

Ragazzi a una parata della Gioventù Hitleriana

Karl-Heinz Rohrbach ricevette un’educazione che lo vide entrare nella Hitlerjugend, l’organizzazione giovanile nazista, come tutti i giovani tedeschi della sua generazione. Ne fece parte con tanto impegno da meritarsi un distintivo di merito. La Hitlerjugend, fondata per formare futuri combattenti nazisti, promuoveva l’uguaglianza e l’autodeterminazione tra i giovani attraverso una rigida disciplina e un programma educativo intenso. Quest’organizzazione paramilitare non era solo un luogo di addestramento fisico e militare, ma anche un ambiente in cui si inculcavano profondamente i valori del nazionalsocialismo. I giovani aderenti erano sottoposti a una formazione ideologica rigorosa, che comprendeva lo studio della storia e della cultura tedesca secondo i dettami del regime. Rohrbach, sin dalla giovane età, fu immerso in un ambiente che promuoveva l’identificazione con il Führer, Adolf Hitler, e l’asservimento della propria volontà all’ideale nazista. L’arruolamento nella Hitlerjugend avveniva già all’età di 10 anni, quando i ragazzi venivano accolti nel Deutsche Jungvolk (DJ), la sezione giovanile maschile, dove ogni risultato sportivo e ideologico era rigorosamente annotato in un libretto personale. L’obiettivo era plasmare i giovani non solo fisicamente, attraverso marce e esercizi, ma anche mentalmente, affinché diventassero ferventi sostenitori dell’ideologia nazista. Le attività quotidiane erano scandite da lunghe marce, che aumentavano progressivamente di intensità fino a 18 chilometri al giorno per i ragazzi di 13 anni, contribuendo così a instillare un senso di disciplina e appartenenza alla comunità. Secondo Hermann Rauschning, il passo cadenzato delle marce avrebbe dovuto far entrare nel subconscio il sentimento di appartenenza alla Volksgemeinschaft, la comunità del popolo. Ogni anno di addestramento nella Hitlerjugend era strutturato per approfondire la conoscenza degli “dei e degli eroi tedeschi”, dei “grandi Tedeschi” come Federico il Grande e Bismarck, e per celebrare le battaglie che avevano portato all’ascesa del nazionalsocialismo in Germania. Il quarto anno era dedicato allo studio della figura di Adolf Hitler e dei suoi compagni di lotta, con l’intento di consolidare l’adorazione e l’obbedienza al Führer tra i giovani membri. Così, Kal-Heinz Rohrbach crebbe sotto l’egida della Hitlerjugend, un’esperienza che, se da un lato promuoveva la solidarietà e l’identità nazionale, dall’altro plasmava una generazione di giovani pronti a servire con dedizione la causa nazista, spesso senza rendersi conto delle implicazioni etiche e morali delle loro azioni.

Il 7 agosto 1942, non ancora maggiorenne, Karl-Heinz Rohrbach effettua la visita d’arruolamento dove viene considerato idoneo alla leva. Prima di entrare nelle forze armate, è tenuto a prestare un periodo di servizio civile obbligatorio presso il Reichsarbeitsdienst (RAD), il Servizio Nazionale del Lavoro del Reich. Il RAD, istituito nel luglio 1934 come organizzazione ausiliaria nella Germania nazista, svolgeva un ruolo cruciale fornendo supporto alla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale. Durante il suo periodo di servizio nel RAD, Karl-Heinz è designato come “Arbeitsmann”, membro di una delle unità di lavoro che operavano in progetti civili, militari o agricoli. Queste unità erano organizzate in distretti chiamati Arbeitsgau e suddivise in gruppi di lavoro chiamati Arbeitsgruppen, formati come battaglioni, ognuno con reparti più piccoli chiamati RAD-Abteilung, simili a compagnie militari. Ogni membro del RAD era equipaggiato con una vanga e una bicicletta, indossando l’uniforme con la mostrina caratteristica del RAD: una lama di vanga incrociata con due spighe. Durante il suo periodo di addestramento, il 24 aprile 1943, Karl-Heinz riceve anche un’importante lezione obbligatoria per tutti i coscritti, focalizzata su spionaggio, controspionaggio, sabotaggio, tradimento nazionale e salvaguardia dei segreti di servizio. Questa formazione mirava a preparare i giovani al servizio attivo nelle forze armate, in un contesto dove la disciplina, l’addestramento fisico e la lealtà al regime erano valori primari insegnati sin dai primi anni di formazione nella gioventù hitleriana. Il periodo nel RAD non solo segnò una fase di servizio civile obbligatorio per Karl-Heinz, ma contribuì anche a rafforzare il suo impegno ideologico e la sua preparazione fisica prima di entrare a pieno titolo nell’organizzazione militare nazista.

Reclutamento e addestramento

La foto di Rohrbach nel suo libretto militare

Ottenuto il congedo dal RAD, dato che la sua precedente richiesta è stata accettata, entra nelle truppe aviotrasportate della Luftwaffe come militare di lungo corso. La sua prima unità di destinazione è il Flieger Regiment 32, detto anche reggimento «Kapuste», dal nome del comandante. L’unità ha sede ad Angers, nella Francia occidentale. Qui riceve l’addestramento di base, studia le armi in dotazione – pistola, mitra, fucile e mitragliatrice – e gli viene assegnato il piastrino di riconoscimento.

Il battaglione di addestramento a Blois

Dopo solo sei settimane di formazione nel Reichsarbeitsdienst, nel settembre del 1943, Karl-Heinz Rohrbach è trasferito alla sua prima unità operativa: il Flieger Regiment 63. Questa unità, costituita nell’aprile 1939 e inizialmente basata a Eger, operava in varie località della Francia occupata dai nazisti. A Blois, dove era assegnato il III Battaglione del Reggimento, Karl-Heinz prosegue l’addestramento e svolge compiti di difesa e presidio del territorio.

Successivamente, viene inviato alla scuola di paracadutismo di Stendal, la «Fallschirmschule I», dove è sottoposto a un addestramento breve ma intenso. In capo a tre settimane, completa con successo i sei lanci prescritti per ottenere il brevetto di paracadutista.

Soldati tedeschi sul Fronte di Anzio, Cisterna, Ardea, Aprilia.

Nel frattempo, una nuova divisione Fallschirmjaeger è in corso di costituzione. C’è bisogno di uomini per formare i ranghi. Così Karl-Heinz Rohrbach viene inviato in Italia e assegnato al 12° Reggimento Paracadutisti, reparto designato a continuare le gesta del glorioso 82 «Sturm-Regiment», celebre per le azioni compiute a Creta e in Russia. I comandanti sono veterani di provata esperienza e affidabilità. La truppa lo è un po’ meno, composta di elementi scarsamente addestrati di varia provenienza. Non tutti sono paracadutisti brevettati. Guidati da uomini più esperti potranno dare il loro contributo alla causa nazista. Così sarà. Rohrbach giunge al reparto il 10 gennaio 1944, pochi giorni prima dell’offensiva decisa per distruggere la testa di ponte di Anzio. Qui ha il battesimo del fuoco. Prende parte a numerosi combattimenti ed a ben tre attacchi tesi a sfondare le linee alleate nella zona a sud di Ardea.

Con l’operazione “Shingle”, lo sbarco alleato ad Anzio nel gennaio 1944, gli Alleati speravano di aggirare l’impenetrabile Linea Gustav da ovest per liberare Roma. Tuttavia, la resistenza tedesca fu feroce. Le forze tedesche, sotto il comando del generale Eberbach, reagirono con un violento contrattacco contro gli americani diretti verso la capitale. Avanzarono verso Ardea, a sud di Anzio, nel tentativo di tagliare le linee di comunicazione alleate. La battaglia fu cruenta, con pesanti perdite da entrambe le parti. Grazie anche al supporto aereo, gli Alleati riuscirono a respingere l’attacco tedesco, ma il contrattacco rallentò significativamente la loro avanzata verso Roma. Durante questi scontri disperati, Rohrbach forgiò il suo carattere di combattente indomito. In seguito, lui e i suoi reparti ripiegarono verso nord, difendendo il territorio dall’avanzata alleata per sei mesi fino alla Linea Gotica sugli Appennini.

Sul fronte della Linea Gotica

Tedeschi in trincea sulla Gotica nei pressi di Passo del Giogo

Successivamente, con la ripresa dell’avanzata anglo-americana, Rohrbach partecipa a innumerevoli scontri durante il ripiegamento lungo la penisola. In questo periodo rimane ferito da un colpo di artiglieria, probabilmente in modo leggero, alla mano destra. Ferita per cui riceverà il distintivo in nero. In settembre Rohrbach è già da tempo ritornato al suo posto nella 12a Compagnia; e tra il 13 ed il 15 del mese partecipa ai durissimi combattimenti sul Passo del Giogo. Ormai è considerato un veterano: il 1° di ottobre viene promosso Caporale e il 7 riceve la Croce di Ferro di 2a classe in riconoscimento del valore dimostrato durante le azioni delle settimane precedenti. Continua combattere con la sua unità per tutto l’inverno, ripiegando fino alle porte di Bologna. Poi, il 10 aprile del 1945, viene trasferito.

In Cecoslovacchia a Brno

I tedeschi in ritirata da Brno sotto il fuoco russo

In Austria è in corso di formazione una nuova divisione paracadutisti e sono necessari soldati esperti per inquadrare le reclute. Il caporale Rohrbach, non ancora ventenne, giunge al 28° Reggimento Paracadutisti assieme a molti suoi camerati reduci dal fronte italiano. La guerra è quasi conclusa, ma i combattimenti continuano, intensi, contro i Russi. Karl-Heinz Rohrbach rimane con la sua unità fino all’8 maggio ’45. Karl-Heinz Rohrbach, giovane caporale tedesco, ha attraversato il caos bellico dell’Europa durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver combattuto strenuamente in Italia con il 12° Reggimento Paracadutisti, dove ha partecipato a aspri scontri e tre audaci attacchi contro le linee alleate a sud di Ardea, Rohrbach si è trovato trasferito in Cecoslovacchia nel riorganizzato 28° Reggimento Paracadutisti, costituito principalmente da personale dei precedenti III. / Fallschirmjäger-Regiment 4 e III. / Fallschirmjäger-Regiment 12, ha affrontato le forze russe in intensi combattimenti. Il reggimento, sotto il comando della 10. Fallschirmjäger-Division, deve fronteggiare l’avanzata nemica a sud-ovest di Vienna, precisamente a St. Pölten, nella metà di aprile 1945. Rohrbach e i suoi compagni si sono confrontati con l’imbattibile avanzata dei carri armati russi lungo la Traisen, resistendo con determinazione in località come Echenau, Buchberg e Wiesenfeld. Le azioni di resistenza tedesca continuarono nella nella regione di Brünn e Tischnowitz, dove le forze tedesche sono in grave inferiorità numerica, ma non cedono terreno senza combattere. L’arrivo delle truppe alleate segna la sconfitta con il 28° Reggimento Paracadutisti che si ritira di Brünn, dove molti soldati sono stati catturati.

Infine…

S’ignora la sorte del giovane Rohrbach, ma il suo nome non risulta nel database dei caduti tedeschi. Per cui è lecito supporre che sia sopravvissuto al conflitto e che sia riuscito a tornare a casa dai suoi cari. La guerra rappresenta sempre un evento tragico sia per i vincitori che per i vinti.

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