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	<title>Grenadier Guards Archivi - Gotica Toscana aps</title>
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	<description>MUGOT - Museo Gotica Toscana / Gothic Line Museum</description>
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		<title>Più di ottant&#8217;anni dopo. Alfred sulla tomba del padre a Castiglione dei Pepoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Baggiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 13:31:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A 88 anni Alfred è venuto in Italia con il figlio Kevin per vedere per la prima volta la tomba del padre, il signaller sudafricano Gert Stephanus van der Merwe Botha, morto il 30 settembre 1944 e sepolto nel Castiglione South African Cemetery. Gotica Toscana li ha accompagnati al cimitero e sui luoghi delle battaglie d'autunno sull'Appennino bolognese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/2026/10/14/alfred-tomba-padre-castiglione-dei-pepoli/">Più di ottant&#8217;anni dopo. Alfred sulla tomba del padre a Castiglione dei Pepoli</a> proviene da <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/">Gotica Toscana aps</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section grve-feature-header" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><blockquote><p>
<strong>la redazione</strong>
</p></blockquote>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1-2"><div class="grve-element grve-text"><p style="text-align: justify;">Ci sono visite che facciamo fatica a raccontare. Quella di Alfred è una di queste. All&#8217;inizio di ottobre, a 88 anni, è venuto in Italia con il figlio Kevin per stare, per la prima volta, davanti alla tomba del padre. Noi di Gotica Toscana li abbiamo accompagnati, e siamo rimasti in disparte: davanti a un dolore così, ci è sembrato l&#8217;unico modo di essere presenti.</p>
<h2>Un padre senza fotografie</h2>
<p style="text-align: justify;">Alfred aveva sei anni quando il padre morì in Italia. Non ne ricorda nulla, e la famiglia non ne conserva neppure una fotografia. Per più di ottant&#8217;anni Gert Stephanus van der Merwe Botha è stato un nome, una data, una tomba lontana. Ora quel nome ha un luogo: la tomba III.A.21 (riquadro III, fila A, tomba 21) del Castiglione South African Cemetery, sull&#8217;Appennino bolognese.</p>
<p style="text-align: justify;">I registri sudafricani dicono chi era. Era nato il 21 aprile 1905 a Bethlehem, nell&#8217;odierno Free State. Faceva il minatore; la moglie Evelyn Grace e i quattro figli vivevano a Primrose, nel Transvaal. Era un volontario, come tutti i sudafricani che combatterono fuori dal loro paese: lo indica la V della sua matricola, 582495V. Era signaller, cioè addetto alle trasmissioni, nel South African Corps of Signals, il corpo trasmissioni sudafricano, e serviva nei reparti trasmissioni della <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/portfolio/il-valore-dei-sudafricani-in-italia/">6ª Divisione corazzata sudafricana</a>. Aveva 39 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">I signallers stendevano e riparavano le linee telefoniche e tenevano i collegamenti radio fra i comandi, le brigate e i battaglioni. Era un lavoro da fare spesso allo scoperto, sotto il tiro, lungo fili che le granate e il passaggio dei mezzi tranciavano di continuo. Con le piogge torrenziali d&#8217;autunno, ricorda uno studio sulla divisione, i collegamenti andavano in pezzi.</p>
</div></div><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1-2">
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</div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><h2>L&#8217;autunno del 1944 sull&#8217;Appennino</h2>
<p style="text-align: justify;">La sua divisione aveva risalito la penisola fino all&#8217;Arno. Nella notte fra il 3 e il 4 agosto 1944 una pattuglia sudafricana dell&#8217;Imperial Light Horse/Kimberley Regiment fu fra le prime truppe alleate a raggiungere il Ponte Vecchio, a Firenze. Dal 22 agosto la divisione passò al IV Corpo della 5ª Armata americana. Nella seconda metà di settembre risalì la strada da Prato verso Castiglione dei Pepoli, sul fianco sinistro del II Corpo americano, che aveva appena <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/portfolio/cronologia-battaglie-linea-gotica/">sfondato la Linea Gotica al Giogo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Castiglione dei Pepoli fu liberata il 27 settembre, sotto la pioggia. La strada per Bologna però era ancora lunga. Il 30 settembre il 1st Battalion Scots Guards attaccò Monte Catarelto, poco a nord del paese. Il battaglione apparteneva alla 24th Guards Brigade, una brigata di fanteria della Guardia britannica posta sotto comando sudafricano, e aveva il suo posto di comando avanzato a Palazzo di Sparvo. Di fronte c&#8217;erano reparti della 16. SS-Panzergrenadier-Division «Reichsführer SS», la 16ª divisione di granatieri corazzati delle SS.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivati quasi in cima, gli Scots Guards furono ricacciati nei boschi. Nella notte un forte contrattacco tedesco li costrinse a ripiegare di un chilometro. Il 2 ottobre i Grenadier Guards presero il loro posto e due volte tentarono invano la cima, nella nebbia e sotto la pioggia. Solo nella notte fra il 2 e il 3 ottobre i tedeschi lasciarono la posizione, e i Grenadier Guards occuparono Monte Catarelto. Nella battaglia gli Scots Guards persero novanta uomini: 23 morti, 58 feriti e 9 prigionieri.</p>
<p style="text-align: justify;">In quegli stessi giorni, una quindicina di chilometri più a nord, reparti della stessa divisione SS, fra cui il reparto del maggiore Walter Reder, che era stato mandato di rinforzo anche a Catarelto, compivano la strage di Monte Sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Su tutto pesava il tempo: pioggia, nebbia, freddo, mulattiere ridotte a fango. La motivazione della decorazione assegnata al comandante della brigata, il brigadiere A.F.L. Clive, per quei giorni parla di «the most trying weather conditions», le condizioni meteorologiche più dure.</p>
<h2>Il 30 settembre 1944</h2>
<p style="text-align: justify;">Gert Botha morì il 30 settembre 1944, il giorno in cui gli Scots Guards attaccavano Monte Catarelto. Secondo quanto raccolto durante la visita, era aggregato alle Scots Guards e stava cercando di assicurare i collegamenti con il comando a Sparvo quando fu colpito per errore dal fuoco delle truppe alleate, il cosiddetto fuoco amico, in mezzo alla pioggia e alla nebbia. La scheda del South Africa War Graves Project riporta invece che morì per le ferite da schegge alla spalla e alla coscia ricevute il 23 settembre, dopo il ricovero.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due versioni non coincidono, e non sta a noi scegliere fra il ricordo di una famiglia e i registri ufficiali. Diamo conto di entrambe. Per sciogliere il dubbio servono il fascicolo personale conservato a Pretoria e i documenti della sua prima sepoltura: il cimitero di Castiglione fu aperto solo fra ottobre e novembre 1944, e molti caduti vi furono portati da sepolture provvisorie.</p>
<h2>Il cimitero dei sudafricani</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Castiglione South African Cemetery si trova all&#8217;ingresso nord del paese, lungo la strada che da Prato sale verso Bologna. Guarda verso nord, sulla valle del Brasimone e sui monti dove si combatté fra l&#8217;autunno 1944 e la primavera 1945: Catarelto, Stanco, Monte Sole. Fu iniziato dalla stessa 6ª Divisione sudafricana e accoglie 502 caduti del Commonwealth: 401 sudafricani, 99 britannici, in gran parte uomini della 24th Guards Brigade, e 2 dell&#8217;Esercito indiano. Il progetto è di Louis de Soissons, architetto della Commonwealth War Graves Commission per i cimiteri d&#8217;Italia. Il 10 luglio 1945 il primo ministro sudafricano, il feldmaresciallo Jan Smuts, vi inaugurò il memoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come in tutti i cimiteri del Commonwealth, le tombe non sono croci ma lapidi verticali uguali per tutti, con l&#8217;emblema religioso, il grado, il nome, il reparto, la data di morte, l&#8217;età e, quando la famiglia la scelse, un&#8217;iscrizione personale. Su quella di Botha si legge: «They shall learn war no more», non impareranno più la guerra, parole che riprendono il profeta Isaia.</p>
<h2>Una lezione di storia</h2>
<p style="text-align: justify;">Dopo il cimitero abbiamo accompagnato Alfred e Kevin sul campo di battaglia, sui luoghi dove combatté la divisione del padre e nonno. Ci hanno ringraziato per l&#8217;umanità e la disponibilità con cui li abbiamo accolti. Siamo noi a ringraziare loro, per questa lezione di storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le guerre non finiscono con l&#8217;ultimo colpo. Restano, per decenni, nelle famiglie: in un bambino di sei anni che cresce senza un volto da ricordare, in un uomo di 88 anni che arriva da lontano per fermarsi davanti a una lapide. Sudafricani, britannici, americani, tedeschi, italiani: accompagnare queste famiglie, di qualunque nazione, è una delle ragioni per cui Gotica Toscana esiste.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gotica Toscana accompagna le famiglie dei soldati di tutte le nazioni nei <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/portfolio/cimiteri-di-guerra/">cimiteri di guerra</a> dell&#8217;Appennino e sui luoghi dove combatterono i loro cari, con i <a href="https://www.goticatoscana.eu/wwii-battlefield-tours-on-the-gothic-line/">WWII Battlefield Tours</a>. Per organizzare una visita: info@goticatoscana.eu, telefono e WhatsApp 333 196 8080.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonti:</em> South Africa War Graves Project, scheda «Botha, Gert Stephanus van der Merwe»; Commonwealth War Graves Commission, Castiglione South African Cemetery; Centro di documentazione «P. Guidotti», Castiglione dei Pepoli, <em>The Liberation of Castiglione</em>, <em>The Battle of Monte Catarelto</em>, <em>The Castiglione South African War Cemetery</em>; Biblioteca Salaborsa, Bologna Online, <em>Battaglia di Monte Catarelto</em>; motivazione della Bar alla DSO del brig. A.F.L. Clive, <em>London Gazette</em>, 8 febbraio 1945; «6 S.A. Armoured Division in Italy», <em>Scientia Militaria</em>, 4/3 (1974). Foto Gotica Toscana aps.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/portfolio/il-valore-dei-sudafricani-in-italia/">6th Armoured Division: i sudafricani in Italia e sulla Gotica</a> · <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/portfolio/cimiteri-di-guerra/">Cimiteri di guerra</a> · <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/portfolio/settembre-1944-la-lenta-avanzata-in-appennino/">Settembre 1944. La lenta avanzata in Appennino</a> · <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/portfolio/le-forze-in-campo-sulla-linea-gotica-1944-1945/">Le forze in campo sulla Linea Gotica</a></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/2026/10/14/alfred-tomba-padre-castiglione-dei-pepoli/">Più di ottant&#8217;anni dopo. Alfred sulla tomba del padre a Castiglione dei Pepoli</a> proviene da <a href="https://www.goticatoscana.eu/it/">Gotica Toscana aps</a>.</p>
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