La Collonna della Libertà 2012


Il racconto della Colonna del 2012

Si fa un gran parlare in Italia delle manifestazioni con veicoli storici militari e delle scuole di pensiero che vedono due idee contrapposte; da un lato i puristi della tecnologia meccanica e del restauro ben distinti dal periodo storico nel quale il veicolo è stato costruito ed è stato impiegato, dall’altro l’idea di abbinare alle celebrazioni che riguardano la storia del nostro Paese appuntamenti tematici e rievocativi con il chiaro intento di rafforzare il valore della data che si vuole celebrare ed il periodo storico. In mezzo, le uniformi, sgraditissime ai primi, ricercate dai secondi. Il tema da dibattere è stato affrontato in mille modi diversi e sarà stato sicuramente fonte di dibattito anche all’estero; in Italia, La Colonna della Libertà è una manifestazione che nasce per sensibilizzare il pubblico e la popolazione sul tema della Seconda Guerra Mondiale, in particolar modo del periodo della Liberazione ripercorrendo le strade che furono utilizzate durante il conflitto cercando di coniugare quanto più possibile il mondo del motorismo storico militare ed il mondo della rievocazione. L’idea di organizzare “La Colonna della Libertà” è venuta ad un gruppo di Musei riuniti nel North Apennines Po Valley Park così da richiamare il pubblico verso le strutture museali affascinati dalla coreografia della Colonna su strada e nelle piazze. L’edizione 2012, la quarta dalla sua nascita, si è svolta in Romagna con partenza da San Lazzaro di Savena ( BO ) presso la sede del Museo Memoriale della Libertà in direzione del Mar Adriatico e la città di Cervia e Cesena per poi rientrare al punto di partenza transitando sulla famosa Via Emilia dopo aver percorso oltre 350 chilometri in tre giorni.

L’edizione 2012 della Colonna della Libertà pare non aver risentito della crisi economica che attanaglia l’Europa; a chi interessano i numeri possiamo dire che l’evento ha visto iscritti oltre 130 veicoli militari WWII e oltre 370 partecipanti ma quello che interessa è lo spirito con il quale l’evento è stato vissuto anche se fossimo stati la metà. Vivere la Colonna della Libertà significa vivere una esperienza particolare, lasciare l’auto civile e la propria vita per tre giorni e stare a contatto con macchine storiche ed equipaggi per diventare un unica Colonna appunto; un appuntamento stancante ma ricco di spunti ed emozioni che vale la pena vivere anche perché, come ben saprete, la Colonna cambia luogo ogni anno percorrendo strade sempre diverse e visitando luoghi finora mai visti o poco valorizzati.

Dopo un 25 Aprile, festa Nazionale, trascorso al Museo Memoriale della Libertà a Bologna a ricevere i molti veicoli che sono giunti in anticipo al punto di partenza, l’appuntamento era per il 27 Aprile, venerdì, giorno della partenza dove i preparativi fervono e tutto procede per il meglio grazie alle strutture messe a disposizione dal Museo.

 

Il percorso del Colonna della Libertà 2012. Ha attraversato da ovest a est i settori 1944/45 della Fifth US Army e dell’Eigth British Army e ha percorso più di 350 chilometri.

S. Lazzaro Savena - Bologna

S. Lazzaro Savena – Bologna

S. Lazzaro Savena - Bologna

S. Lazzaro Savena – Bologna

S. Lazzaro Savena - Bologna

S. Lazzaro Savena – Bologna

Con il bel tempo che aveva finalmente preso il posto di una primavera incerta e piovosa, la Colonna parte in orario e si dirige verso la prima tappa di Bagnacavallo scortata dal gruppo Motociclisti di Sermide e dalla Polizie Municipali dei Comuni attraversati; seppur monotona, la pianura padana è molto scorrevole e consente alla Colonna di procedere rapidamente senza intoppi fino a Lugo di Romagna per poi proseguire fino a Bagnacavallo dove, a causa di un incrocio mal segnalato, ci giungiamo da una direzione diversa senza però ritardi; da notare che il 27 Aprile era un giorno feriale e le strade da noi impegnate erano trafficate dal normale traffico lavorativo che comunque non ha generato intoppi. Sostiamo a Bagnacavallo ai “Due Galli” dove un aperitivo offerto dagli amici della Romagna Air Finders, allieta dalla calura e ci prepara all’ottimo pranzo a base di piatti romagnoli. Al termine del pranzo viene consegnata al Presidente dei Romagna Air Finders una targa di ringraziamento per l’ottima ospitalità ricevuta.

Romagna Air Finders

Romagna Air Finders

Di nuovo in marcia, la Colonna punta verso la cittadina di Alfonsine, sede dell’omonimo museo che racchiude la storia delle Battaglie sul Senio e nella Romagna che ci accoglie con grande ospitalità; la piazza antistante al museo è spaziosa ed i veicoli storici dilagano nella piazza.

Alfonsine

Alfonsine

Alfonsine

Alfonsine

Alfonsine

Alfonsine

Alfonsine

Alfonsine

Nelle file della Colonna ci sono già due Half Truck ed un M8 mentre i carri armati ci attendono già in Cervia. Una volta lasciata Alfonsine si riprende il cammino questa volta in direzione di Ravenna dove alcuni chilometri più avanti ci attende una breve ma intensa sosta; si tratta del Sacrario Militare di Camerlona che custodisce i soldati del Gruppo di Combattimento Cremona che persero la vita nella Guerra di Liberazione a fianco degli Alleati proprio in queste zone. Pur non essendo molto lontano dalle zone frequentate, molti di noi non lo avevano mai visitato e ci è sembrato doveroso sostare per rendere omaggio ai Caduti e stimolare i presenti a capire di più sui Gruppi di Combattimento ed approfondire su tutti coloro che si trovarono di fronte ad una scelta e lo fecero con il cuore pensando di fare sempre la cosa giusta. Un gruppo di rievocatori “The Black Watch” rende omaggio ai Caduti in uniforme inglese.

Sacrario Militare di Camerlona

Sacrario Militare di Camerlona

Sacrario Militare di Camerlona

Sacrario Militare di Camerlona

Dal Sacrario italiano ci dirigiamo direttamente a Cervia dove ci attende la cena alla “Casa della Aie”, noto ristorante della zona situato in una stupenda villa immersa nel verde; il tratto di strada che ci separa alla destinazione è di circa 40 chilometri così da completare i circa 120 della prima giornata. La strada è piuttosto dritta ed i motociclisti di Sermide, bravi ed efficienti come sempre, rendono facile il passaggio dei veicoli; è in questi momenti che ci rendiamo conto che in un tutta la sua lunghezza, la Colonna raggiunge i quattro chilometri e le radio di testa e fine colonna, si sentono a fatica. Raggiungere la meta all’imbrunire e parcheggiare, stanchi ma soddisfatti, è il segno che la Colonna è un tutt’uno fra macchine ed equipaggi e la cena, a base di tagliatelle al ragù fatte a mano, buon vino ed arrosto, fanno il seguito; è quasi un peccato chiudere nel deposito comunale tutti i veicoli per andare a dormire ma la stanchezza è tanta e le numerose attrazioni notturne della riviera romagnola non riescono a spostarci. Un servizio di navetta bus porta gli equipaggi negli hotel della riviera ancora poco gremita di turisti. Nel frattempo iniziano a farsi vedere i primi guasti; due, seri, capitati a due Willys costrette a restare alla partenza mentre una terza, meno grave, con il radiatore sfondato e grazie all’amico Rota, sempre disponibile, ed all’amico Fucci, romagnolo e capace trovarobe, si riesce ad effettuare nottetempo la sostituzione del radiatore alla macchina di Marco Presti che si vocifera abbia offerta lauta colazione agli angeli del bullone. Incredibilmente, prima di mezzanotte, tutti gli equipaggi sono in hotel o campeggio dopo la prima giornata di viaggio.

gli angeli del bullone

gli angeli del bullone

Il mattino seguente, sabato 28 Aprile, alle 09:00, un orario inverosimile per gli standard della Colonna della Libertà, tutti gli equipaggi sono pronti alla partenza e si distinguono anche altre macchine aggregate giusto la mattina. L’aria è frizzantina, il sole è tiepido, la scorta dei motociclisti pronta e il furgone radio di fine Colonna sempre presente! Cesena di attende. Con un inizio di manifestazione come quello del giorno precedente, non avevamo dubbi sull’efficienza delle scorte e sul comportamento degli equipaggi che hanno lavorato assieme in modo particolarmente efficace; l’ingresso in Cesena è scorrevole fino a Corso Garibaldi dove la Colonna si ferma e prepara l’ingresso in Piazza della Libertà con i veicoli inglesi e canadesi in testa.

Cesena

Cesena

Cesena

Cesena

L’ingresso in Piazza è suggestivo; ad attenderci il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, l’Assessore Elena Baredi, il Dott. Lodovici dell’Istituto Storia della Resistenza e molti altri.

Cesena

Cesena

Dopo un breve discorso di benvenuto ed un reciproco scambio di targhe molto gradito, prende la parola chi la guerra l’ha combattuta da partigiano e nel suo accorato intervento rivolto ai giovani che racchiude il senso del cambio di generazione ed il passaggio alle nuove che non hanno visto con i propri occhi gli orrori della guerra, sintetizza in una frase carica di senso: “Andate nei boschi che furono teatro di scontri e di sofferenza, calpestate la terra sulla quale giovani come voi soffrirono e morirono”. Un paio di ore di sosta nella città di Cesena permettono ai partecipanti di ammirare una così bella cittadina che, per l’occasione, aveva allestito una mostra fotografica di Cesena durante il conflitto ed ai residenti di curiosare fra i veicoli.

Cesena

Cesena

Cesena

Cesena

Cesena

Poco distante è in corso la mostra “Radio Militari” a cura dell’Associazione Rover Joe dove, grazie all’amico Alberto Campanini è possibile ammirare alcune radio molto ricercate fra cui la mitica Enigma. Incuriositi ed increduli, gli abitanti di Cesena sorridono ai partecipanti e ci aprono le case per permetterci di scattare foto dall’alto raccomandandoci di tornare presto in quanto era una delle più belle manifestazioni viste in città. Mentre tutta l’atmosfera si fonde i un unico momento, mi concedo un caffè prima di chiamare tutti a raccolta per la partenza ma un altro piccolo guasto ci fa slittare di pochi minuti.

Cesena

Ancora qualche minuto in piazza mi permettono di scambiare due parole con una distinta signora che giunge in bicicletta e si sofferma dinanzi a me; mi guarda e mi fa cenno con lo sguardo di avvicinarmi. Dopo una piccola introduzione su chi siamo e cosa facciamo, ci tiene ad esprimermi il suo apprezzamento per lo spettacolo al quale di trova dinanzi; ricorda con grande tenerezza quando, da piccola, durante la guerra, le venne regalato un cappotto al quale teneva come se fosse la cosa più cara al mondo e come la guerra e la miseria di quei giorni avessero segnato l’animo di quella bambina che guarda la piazza della Libertà e sospira prima di pedalare via.

Cesena

Cesena

Cesena

E’ già ora di partire ed i guasti oramai un ricordo; dopo una sosta al “Fuori Porta” di Cesena per un buon pranzo, l’attesa è tutta per il rientro a Cervia dove ci attendono i carri armati nella zona di Pinarella. L’area è già gremita di curiosi intorno ai carri mentre due Sherman, un M18 Hellcat ed una rara AB41 italiana attendono la formazione della Colonna.

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Per la prima volta nella storia della manifestazione vengono fatti entrare in città i veicoli tedeschi; nella Piazza Garibaldi di Cervia, precedentemente preparati e dotati di un copione, escono dagli edifici genieri tedeschi i quali, sotto narrazione di un nostro speaker, simulano l’abbandono di Cervia ed il minamento delle principali vie di uscita dalla città; i fanti vengono raggiunti dal gruppo di veicoli dell’Asse che si ritira verso nord ed insieme escono dalla città.

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Nel frattempo giungono le truppe alleate che entrano in Cervia al suono delle cornamuse preceduta da fanti e partigiani; il rombo dei tre carri è impressionante e tutti i veicoli irrompono nella Piazza che non riesce a contenere tutti. Il Sindaco di Cervia Roberto Zoffoli accoglie la Colonna in Piazza e dopo un breve discorso lascia la parola agli organizzatori che ringraziano i partecipanti e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Prima di congedarsi dai presenti vogliamo sul palco Edo Ansaloni, decano del motorismo storico militare, testimone oculare da bambino della guerra a Bologna e fondatore del Museo Memoriale della Libertà di Bologna; senza nascondere un po’ di commozione viene consegnata la targa della manifestazione ad Edo che, prendendo il microfono, ci regala la sua visione delle cose che si intrecciano fra storia, collezionismo, emozioni, ricordi e ringraziamenti. Se dovessi descrivere quei minuti sul palco, oserei definirli estremamente intimi.

Cervia

Edo Anzaloni

Il pomeriggio è trascorso a Cervia fra la gente stupita del posto e quella accorsa dopo averci visto passare; anche il TG5 nazionale ci dedica un servizio in piazza Garibaldi nell’edizione della sera. Quando rientriamo nel parcheggio di “Casa delle Aie”, stanchi ma soddisfatti, sappiamo che era appena avvenuto il “giro di boa” proprio adesso che uomini e mezzi sono diventati cosa sola; molti partecipanti trascorreranno la notte immersi nella movida notturna di Milano Marittima, chi anche con un DUCK.

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Cervia

Il mattino seguente, con il cielo velato di nuvole, lasciamo Cervia e ci dirigiamo verso Faenza; durante il percorso alcuni amici ci lasciano per prendere la strada di casa in direzione sud ma alle porte di Faenza altri nuovi amici ci attendono sulla strada. L’ingresso in Faenza è più complesso del previsto per il poco spazio della piazza ma tutto procede per il meglio; il centro storico di Faenza è molto bello e nonostante la concomitanza con una manifestazione sportiva che limita gli spazi, tutto procede; sappiamo che siamo quasi alla fine e ne approfittiamo per una foto di gruppo sulle scalinate della Chiesa. Gli Sherman ci seguono sui bilici ed uno fa capolino dal Corso di Faenza.

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Faenza

Nonostante il cielo coperto ne approfittiamo per un gelato ed un caffè prima del pranzo che si svolgerà in una struttura che organizza solo feste e cene paesane nella località di Zello, vicino Imola. Uscire da Faenza è un po’ salutare degli amici ma nonostante tutto è lo spirito della Colonna che oramai si è lasciata alle spalle tanta gente e tante città che ci hanno salutato con grande entusiasmo nonostante l’ultimo conflitto mondiale sia ancora oggi un tema piuttosto spinoso. Si riparte sulla via Emilia in direzione di Imola che attraversiamo rapidamente grazie alla Polizia Municipale che ha spento tutti i semafori del nostro percorso lasciando che le nostre staffette chiudano tutti gli incroci garantendo il passaggio e regalandoci una tranquillità non comune.

Zello

Zello

Zello

Giungere a Zello è come andare a pranzo da parenti; l’atmosfera è di una casa allargata, un enorme fuoco ci attende e mettersi a tavola ci viene facile. Quando portano i cappellotti fatti a mano, subito ci rendiamo conto del perché l’amico Mino avesse insistito per averli nel menù; la bontà è degna della migliore cucina emiliana e subito vanno a ruba. Dopo la prelibatezza, come di consueto, si passa a saluti e ringraziamenti vari ed il megafono passa di mano in mano. Un saluto particolare va a Raphael e Melanie, venuti su gomma con il Dodge da Berlino in una sorta di luna di miele; una targa di riconoscimento va ad Arnaldo, valido e paziente fine colonna, che non nasconde la commozione mentre una maglietta con il motto “Keep calm and carry on” mi viene donata per l’ormai conosciuto metodo di conduzione della Colonna.

Quando si prende il megafono in mano per ringraziare, si ha sempre il timore di saltare qualcuno, pertanto,se dovessi sbadatamente omettere un gruppo o un nome, non esitate a segnalarmelo perchè ogni edizione della Colonna merita ringraziamenti speciali. Un grazie va allo staff organizzativo del North Apennines Po Valley Park per l’ottimo lavoro svolto mentre un altro grazie va a Simone Guidorzi e Luca Bambagiotti che hanno seguito la Colonna fino dalla sua nascita; un altro ringraziamento è per il neonato club di veicoli militari HMV Italia, unico club federato MVPA presente ufficialmente alla manifestazione ed ho detto tutto! Non possiamo dimenticare lo staff del Comune di Cervia, nessuno escluso, e quello del Comune di Cesena; le ANPI che hanno supportato l’evento e ci hanno fatto conoscere personaggi non comuni, i gruppi di rievocazione storica come “The Black Watch”, “Progetto 900” ed il “GGARG” nonché il gruppo partigiano Stella Tricolore. Un ringraziamento alle Forze dell’Ordine e le Polizie Municipali che assieme al gruppo Motociclisti di Sermide hanno garantito 350 chilometri di sicurezza. Non dimentichiamoci le Associazioni nelle quali i partecipanti sono riuniti, prima fra tutte la neonata Gotica Romagna che ha supportato non poco la preparazione dell’evento e grazie all’amico Marco Alsini di Milano Marittima; un sentito ringraziamento all’associazione Tracce di Storia, a Rover Joe, al Normandie 44, ai pochi veronesi presenti, alla 92nd Buffalo di Sarzana sempre presente, ai ragazzi di Roma dell’Highway Six, il club Historica ed il Raggruppamento SPA, gli amici della Linea Gotica della Lucchesia e tutti, veramente tutti i partecipanti che sono la Colonna della Libertà. Numerosi i gruppi stranieri intervenuti, dal Brasile per omaggiare la FEB assieme agli amici di Montese, dagli USA, dalla Germania, dall’Austria, dalla Svizzera e dalla Francia ma in quella grande Colonna eravamo tutti uguali. Se dovessi scegliere due fotografie che riescono, in qualche modo, a regalare il sapore dei giorni trascorsi ed il tributo a chi la guerra l’ha vissuta, non avrei dubbi. Grazie a tutti, alla prossima avventura!

Colonna2012

Colonna2012

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