La Redazione
Un PFC della Company E, 338th Infantry Regiment, 85th “Custer” Division
Battlefield Tour al MuGot: storia viva
Nell’agosto 2026 la famiglia di Paul R. McNelis contatta il MuGot con una richiesta precisa: durante un viaggio in Italia vorrebbe visitare i luoghi nei quali il padre e nonno aveva combattuto nel 1944 con la Company E, 2nd Battalion, 338th Infantry Regiment, 85th Infantry Division. Viene così programmato per il 15 settembre un Battlefield Tour per quattro familiari, da accompagnare dal Mugello fino all’Appennino bolognese.1
A preparare il percorso sono i volontari del MuGot Daniele e Leonardo Baggiani. Il punto di partenza è costituito dai ricordi e dai documenti conservati dalla famiglia e, soprattutto, dalla lunga testimonianza di McNelis pubblicata nel 2005 da Richard A. Beranty.2 Vi compaiono Monte Altuzzo, Firenzuola, una misteriosa Hill 754 “due east of Peglio”, Monte delle Formiche e infine il ferimento, avvenuto alle quattro circa del mattino del 25 ottobre 1944. Inizialmente, però, date e luoghi non coincidono. Hill 754 sembra confondersi con Monte delle Formiche e anche il ferimento viene collocato dalla memoria familiare in quel settore.
La ricerca comincia quindi seguendo il 338th Infantry Regiment giorno per giorno e confrontando la testimonianza del soldato con i documenti militari. Il primo snodo arriva dai General Orders dell’85th Division: Paul R. McNelis, ASN 33572443, PFC, Company E, 338th Infantry, ricevette la Bronze Star Medal for Heroic Achievement per un’azione compiuta il 24 settembre 1944; il riconoscimento fu formalizzato con il General Orders No. 66 del 26 ottobre.3 Hill 754 non poteva quindi essere Monte delle Formiche, dove il 2nd Battalion del 338th avrebbe combattuto soltanto dal 10 al 13 ottobre. Un secondo passaggio decisivo riguarda il ferimento. Il Report of Operations dell’85th Division e la ricostruzione dell’avanzata mostrano che, dopo la conquista di Monte Fano il 20 ottobre, il 338th si mosse verso i capisaldi di Pizzano e Orbega.4 È dunque in questo settore che andava cercata la pattuglia del 25 ottobre, non a Monte delle Formiche. La descrizione lasciata da McNelis — movimento in discesa, un piccolo abitato davanti alle linee, una parete rocciosa, un grande pagliaio e infine l’evacuazione verso il fondovalle — ha permesso di restringere ulteriormente l’area di ricerca alle pendici fra Pizzano, Orbega e la valle dell’Idice. A questo punto sono entrate in gioco anche le carte militari del 1944: il foglio 98-II NE Firenzuola per verificare Hill 754 e il 98-I NE Monterenzio per ricostruire il settore del ferimento.5 Documenti, memoria e topografia hanno così progressivamente separato episodi che, a più di ottant’anni di distanza, si erano sovrapposti nel ricordo.
Il Battlefield Tour nasce da questo lavoro:
non semplicemente una visita ai luoghi dove combatté l’85th Division, ma il tentativo di seguire sul terreno, per quanto le fonti lo consentono, il percorso di un singolo soldato. Dalla Linea Gotica alle colline a sud di Bologna, sulle tracce di Paul R. McNelis.
Con il 338th attraverso la Linea Gotica
Il 13 settembre 1944 la Fifth Army americana attacca la Linea Gotica nel settore dell’Appennino mugellano. Sul fronte del II Corps sono impegnate tre divisioni americane: l’85th Infantry Division nel settore del Giogo, la 91st Infantry Division verso Monticelli e la Futa e, più a ovest, la 34th Infantry Division. Dopo giorni di durissimi combattimenti, il sistema difensivo tedesco viene infranto. Il 17 settembre l’85th conquista Monte Altuzzo e, nelle ore successive, la ritirata tedesca apre agli americani la strada verso Firenzuola.6 Lo sfondamento, però, non significa che la battaglia sia terminata. Davanti alle divisioni americane si estende ancora un Appennino fatto di vallate strette, strade difficili e una successione quasi continua di dorsali. I tedeschi arretrano verso nord combattendo: piccoli nuclei di fanteria, mitragliatrici, mortai e artiglieria vengono sistemati sulle alture dominanti e nei punti di passaggio obbligati, con il compito di rallentare l’inseguimento. Presa una posizione, gli americani ne trovano quasi sempre un’altra sul crinale successivo. È la guerra che lo stesso McNelis avrebbe ricordato molti anni dopo: salire una montagna, sloggiarne i tedeschi, scendere e ricominciare sulla successiva; le pattuglie cercavano continuamente un fianco scoperto o un punto debole.7
- Attack to the Mont Altuzzo scheme
- 338th Infantry after the breaktrought
- On the top of Giogo Pass – Gothic Line
Il 338th Infantry Regiment partecipa in prima linea a questa avanzata. McNelis appartiene alla Company E del 2nd Battalion: durante l’attacco iniziale alla Linea Gotica il 1st Battalion sostiene il peso principale dei combattimenti per Monte Altuzzo, mentre il 2nd Battalion opera nello stesso dispositivo divisionale sul settore adiacente.8 Monte Altuzzo costituisce quindi il punto di partenza geografico della vicenda appenninica di McNelis, senza che questo consenta di attribuirgli personalmente le singole azioni combattute sulla vetta. Il 21 settembre Firenzuola cade nelle mani dell’85th Division. Ma appena oltre la conca la resistenza ricomincia. Il 338th e il 339th devono avanzare verso nord e nord-est attraverso il sistema di alture che conduce verso Poggio, Peglio e Monte Canda, contro una difesa tedesca che arretra da un crinale al successivo.9 È qui che, nell’arco di appena tre giorni, troviamo
Paul McNelis coinvolto in due episodi straordinari.
Emile Bloch, McNelis e la Medal of Honor

Emile Bloch, Medal of Honor on Piancaldoli
Il primo avviene il 22 settembre. Nel racconto di McNelis, la Company E viene bloccata dal fuoco di mitragliatrici tedesche proveniente dalla Hill 733, presso Poggio, circa due miglia a nord-est di Firenzuola.10 Il suo comandante di plotone, First Lieutenant Orville E. Bloch, decide di eliminare le postazioni che impediscono alla compagnia di proseguire. La citation della Medal of Honor racconta che Bloch raccolse tre volontari, raggiunse un punto di copertura nei pressi di alcuni edifici e attaccò personalmente una serie di posizioni, neutralizzando cinque nidi di mitragliatrici e catturando complessivamente diciannove soldati tedeschi.11
Per la nostra storia è soprattutto importante ciò che ricordava McNelis stesso: Paul era presente in quel combattimento. La Company E aveva appena catturato numerosi prigionieri e Bloch ordinò a McNelis e a un altro soldato di accompagnarli nelle retrovie. Quando Paul tornò sulla linea, seppe che il tenente si era spinto verso il piccolo gruppo di case più avanti e lo raggiunse. Arrivò quando Bloch aveva già attaccato la prima posizione di mitragliatrice; il tenente lo prese con sé e gli ordinò di coprire un angolo della strada. McNelis vide alcuni tedeschi, aprì il fuoco e partecipò così direttamente alla fase successiva dello scontro.12 Non possiamo quindi identificarlo automaticamente con uno dei tre volontari iniziali ricordati nella citation della Medal of Honor: la sua stessa testimonianza suggerisce che raggiunse Bloch quando l’azione era già iniziata. Possiamo però affermare che Paul McNelis combatté insieme a Orville Bloch durante l’azione del 22 settembre che valse al suo platoon leader la Medal of Honor.
Due giorni più tardi, continuando ad avanzare nello stesso sistema di alture, sarebbe stato McNelis a distinguersi.
Hill 754 e la Bronze Star
Il 24 settembre 1944, appena due giorni dopo l’azione di Bloch, la Company E combatteva ancora sulle alture a nord-est di Firenzuola. È qui che compare Hill 754. La testimonianza pubblicata da Richard A. Beranty colloca l’azione “in the vicinity of Carpenaccia, on Hill 754 due east of Peglio”.13 Questo è stato uno degli snodi principali della ricerca. Nell’articolo del 2005 l’episodio viene inserito narrativamente dopo Monte delle Formiche e associato a una citation datata 12 ottobre. Il controllo dei General Orders dell’85th Division ha però corretto la cronologia: Paul R. McNelis, ASN 33572443, PFC, Company E, 338th Infantry Regiment, ricevette la Bronze Star Medal for Heroic Achievement per un’azione compiuta il 24 settembre 1944; il riconoscimento fu formalizzato con General Orders No. 66 del 26 ottobre.14 Non siamo dunque a Monte delle Formiche, ma ancora nel settore immediatamente a nord-est di Firenzuola.
Anche la natura dell’azione è diversa da quella combattuta con Bloch. Il 22 settembre il problema erano le mitragliatrici tedesche che sbarravano l’avanzata; il 24 settembre McNelis individuò invece una postazione di mortai. La citation racconta che, durante una ricognizione davanti alle proprie posizioni, si avvicinò alla batteria mentre un altro uomo gli copriva l’avanzata, catturò tre soldati tedeschi, distrusse i mortai e riportò i prigionieri alla compagnia, fornendo inoltre informazioni sulla situazione davanti al reparto.15
Il ricordo personale di McNelis restituisce un episodio ancora più concreto. La sua squadra aveva appena conquistato una dorsale ed era rimasta senz’acqua. Paul prese con sé John F. McAleavey, che portava un BAR, e si diresse verso una casa colonica sul rovescio dell’altura nella speranza di trovare un pozzo. Entrando dal lato alto dell’edificio, McNelis vide materiale tedesco; poco dopo sentì sparare. Tornato all’esterno, trovò McAleavey che faceva fuoco verso le finestre. Alcuni soldati tedeschi, rimasti nella parte inferiore della casa, finirono per arrendersi. McNelis li identificò in seguito come gli uomini della postazione di mortai, collocata dietro la linea avanzata.16 Restava da capire dove fosse Hill 754. Il riferimento a Peglio si è rivelato particolarmente significativo. Un rapporto operativo dell’85th Cavalry Reconnaissance Troop documenta infatti che il 26 settembre, appena due giorni dopo l’azione di McNelis, il reparto venne assegnato al 338th con il compito di rilevare Company C sulle pendici di Monte Peglio; il giorno seguente passò sotto il controllo del 1st Battalion del 338th e ricevette fuoco di mortai e mitragliatrici proveniente dal settore di Monte Canda.17 La direttrice operativa è quindi coerente con la localizzazione ricordata nella citation.
- Allied tanks near Firenzuola
- On the road to Bologna
- Artillery in the mud
Anche il toponimo “Carpenaccia” rimane significativo ma non risolto. Nel territorio di Firenzuola esiste la località Carpinaccio, collegata al sistema viario di Peglio e Caburaccia; la somiglianza rende plausibile un errore di trascrizione.18 La carta militare di riferimento è la U.S. Army Map Service, Italy 1:25,000, Series 4228, Sheet 98-II NE Firenzuola.19 Il successivo confronto con la cartografia topografica moderna ha consentito di individuare quota 754 nel settore immediatamente prossimo a Peglio, nello stesso sistema di alture e di strade sul quale la Company E aveva combattuto due giorni prima nell’azione di Bloch, a poca distanza dal settore di Poggio-Coloreta.20 Resta da sovrapporre con precisione questo punto alla cartografia militare del 1944 e, soprattutto, da verificare sul terreno quale dosso, quale casa colonica e quale rovescio di quota possano corrispondere al luogo ricordato da McNelis.
La sequenza è ormai molto più chiara: 22 settembre, Hill 733, Bloch e i nidi di mitragliatrici; 24 settembre, Hill 754 presso Peglio, McNelis e i mortai tedeschi. Due combattimenti distanti appena due giorni, lungo la stessa avanzata di Easy Company verso nord. Nel primo McNelis combatte accanto all’ufficiale che riceverà la Medal of Honor;
nel secondo è lui stesso a compiere l’azione che gli varrà la Bronze Star.
Verso Monte delle Formiche
Dopo i combattimenti a nord-est di Firenzuola, il 338th continua ad avanzare attraverso l’Appennino. La resistenza tedesca rimane tenace e il terreno diventa sempre più difficile: poche strade, crinali scoperti, boschi, fossi e soprattutto il fango, che con le piogge di ottobre trasforma ogni movimento in un problema logistico. Seguendo i rapporti operativi e la storia divisionale, la ricerca ci ha permesso di ricostruire la direttrice generale del reggimento verso le valli del Sillaro e dell’Idice. Ma un documento si è rivelato particolarmente importante: una monografia della Infantry School di Fort Benning, redatta nel dopoguerra sulla base dell’esperienza diretta di Orville E. Bloch, dedicata proprio alle operazioni del 2nd Battalion, 338th Infantry, per la conquista di Monte delle Formiche dal 10 al 13 ottobre 1944.21 Per la storia di McNelis è una fonte preziosa. Non parla genericamente dell’85th Division: descrive il battaglione al quale apparteneva e segue nel dettaglio l’azione della Company E – Easy Company.
- Monterenzio and Monte delle Formiche (Mont of Ants)
- On the rocks on the Sillaro river
- Old Monterenzio postcard
Monte delle Formiche era una posizione naturalmente formidabile. Le pareti scoscese che circondavano il massiccio lasciavano poche vie d’accesso e dalla sommità i tedeschi potevano osservare sia la valle dell’Idice sia le direttrici verso la strada Firenze-Bologna. Il 2nd Battalion ricevette il compito di conquistarla mentre il 1st Battalion avanzava sulla sua destra lungo il settore della valle.22 La mattina del 10 ottobre due plotoni della Company E raggiunsero La Casona. Il piano prevedeva che il 1st Platoon guidasse l’attacco contro il piccolo gruppo di case di Maceratoia, mentre gli altri due plotoni avrebbero dovuto oltrepassarlo e puntare su Ca’ del Monte.23 Gli uomini avanzarono prima dell’alba sfruttando un piccolo fosso di scolo, praticamente l’unica copertura disponibile nel terreno aperto. La relazione descrive i fanti costretti a procedere carponi nel fondo melmoso per quasi mille iarde prima di raggiungere Maceratoia. Alle 8.30 il 1st Platoon era pronto all’assalto; conquistò gli edifici e catturò diciannove tedeschi.24 Il tentativo di proseguire immediatamente verso Ca’ del Monte incontrò però una resistenza molto più forte. Una piccola pattuglia della Company E riuscì ad arrivare fino agli edifici e a sorprendere alcuni difensori, ma venne poi investita dal fuoco tedesco proveniente da più direzioni e fu costretta a ripiegare. Nel corso della giornata Maceratoia venne sottoposta al tiro di mortai e mitragliatrici dalle posizioni superiori; durante la notte Easy Company dovette affrontare anche un violento contrattacco.25 Per noi questa monografia ha risolto un altro passaggio della vicenda: Paul McNelis non era semplicemente “nei pressi di Monte delle Formiche”. La sua compagnia era una delle unità di testa nell’attacco e possiamo ricostruirne con precisione obiettivi, direzioni di avanzata e condizioni del terreno. Non possiamo sapere in quale punto esatto si trovasse McNelis in ogni fase della battaglia, ma sappiamo dove operava la sua Company E.
Nello stesso settore e negli stessi giorni avanzava anche il 339th Infantry Regiment. Nella Company D combatteva Martin Adler, il soldato americano divenuto molti anni dopo noto per la fotografia scattata con tre bambini italiani incontrati in una casa dell’area di Monterenzio.26 Le due storie appartengono alla stessa avanzata dell’85th Division: Adler con il 339th, McNelis con il 338th, su direttrici vicine dell’Appennino bolognese.
Monte delle Formiche, dunque, era davvero uno dei luoghi della guerra di Paul McNelis. Ma non era quello nel quale sarebbe stato ferito.
Per individuarlo era necessario continuare a seguire il 338th ancora più a nord, verso Monte Fano, Pizzano e Orbega.
Da Monte Fano a Pizzano e Orbega
Dopo Monte delle Formiche il 338th continua a spingersi verso nord. Il 20 ottobre conquista Monte Fano e, due giorni più tardi, riceve l’ordine di muovere da quella posizione verso i capisaldi tedeschi di Pizzano e Orbega, a nord-ovest.27 È questo il passaggio che ha permesso di risolvere uno dei principali dubbi della ricerca. Nelle prime informazioni fornite dalla famiglia, infatti, il ferimento di McNelis veniva ancora associato a Monte delle Formiche. Ma il 25 ottobre il suo reggimento si trovava ormai diversi chilometri più a nord. Anche Monte Mezzano, inizialmente preso in considerazione durante la ricostruzione, può essere escluso: i combattimenti per quell’altura, tra il 24 e il 25 ottobre, riguardavano il 337th Infantry, mentre il 338th operava sull’asse Monte Fano–Pizzano–Orbega.28
- Rough terrain and cliffs overlooking the Sillaro
A questo punto è diventata decisiva la testimonianza dello stesso McNelis. Ricordava che, per una volta, la pattuglia stava avanzando in discesa; il posto comando della compagnia era sistemato in un edificio rurale, davanti alle linee vi era un piccolo abitato e nelle vicinanze una parete rocciosa costituiva uno dei riferimenti del fronte. Più avanti avrebbe ricordato anche un grande pagliaio presso le posizioni tedesche.29 Sono dettagli apparentemente minori, ma confrontati con la cartografia e con il terreno restringono molto l’area. Orbega e Pizzano, sulle pendici orientali della valle dell’Idice, corrispondono bene a una progressione dalla dorsale verso quote inferiori. Anche la morfologia della zona è significativa: ancora oggi il Comune di Monterenzio descrive il settore di Pizzano–Cà di Bazzone come un tratto nel quale l’Idice scorre fra ripide pareti di arenaria.30 Questo non significa che Cà di Bazzone sia il luogo del ferimento. Al contrario, allo stato attuale della ricerca il punto più plausibile resta sulle pendici del sistema Pizzano–Orbega, mentre Cà di Bazzone acquista interesse soprattutto per la fase successiva dell’evacuazione verso il fondovalle. Anche per questa parte della ricerca è stata individuata la carta militare corretta: U.S. Army Map Service, Italy 1:25,000, Series 4228, Sheet 98-I NE Monterenzio, 2nd Edition 1944.31 È il foglio sul quale compaiono il settore dell’Idice, gli abitati, le strade e le mulattiere utilizzate durante i combattimenti. La zona nella quale cercare era ormai molto più definita. Restava da ricostruire ciò che accadde nella notte fra il 24 e il 25 ottobre 1944, quando McNelis uscì ancora una volta davanti alle proprie linee.
La notte del 24–25 ottobre
È a questo punto che il racconto di McNelis diventa eccezionalmente dettagliato. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1944, la Company E aveva stabilito il proprio posto comando in un edificio rurale, ricordato da Paul come un barn, mentre gli uomini avevano scavato le buche individuali tutt’intorno per garantirne la sicurezza. Davanti a loro il terreno, finalmente, scendeva: «per una volta stavamo andando in discesa», avrebbe ricordato molti anni dopo. Intorno alle 23.00 a McNelis venne affidata una pattuglia con il compito di verificare se i tedeschi avessero abbandonato le posizioni antistanti. Durante l’avanzata li raggiunse il sergente di plotone, che Paul ricordava semplicemente come Jackson. Gli chiese dove terminassero le linee americane. McNelis gli indicò una parete rocciosa visibile più in alto, avvertendolo di non oltrepassarla. Poco dopo risuonò uno sparo. Tornati al posto comando, gli uomini appresero che Jackson si era spinto davanti alla linea indicata ed era stato colpito, secondo il racconto di McNelis, dal fuoco americano.32
La ricerca ha consentito di dare quasi certamente un nome a quel «Jackson». Nei General Orders dell’85th Division compare infatti Technical Sergeant Charles E. Jackson, ASN 32294303, Company E, 338th Infantry Regiment, indicato come caduto in combattimento nell’ottobre 1944. Lo stesso documento registra per lui una Silver Star postuma per un’azione del 22 settembre.33 La coincidenza di cognome, grado, compagnia e periodo rende l’identificazione molto forte; manca tuttavia, allo stato attuale, il Morning Report della Company E che permetterebbe di legare documentalmente la sua morte proprio all’episodio raccontato da McNelis.
- A PFC looking toward Bologna over the Appennines
- An injured infantry soldier is being rescued
L’esplosione avvenne alle sue spalle. McNelis cercò riparo sul lato a monte del pagliaio e solo allora si accorse di essere stato colpito alla gamba.
Due soldati americani lo raggiunsero e, sostenendolo, riuscirono a riportarlo al posto comando, dove il medic della compagnia gli prestò le prime cure.35 Quattro giorni dopo, scrivendo ai genitori dall’ospedale, Paul avrebbe fissato personalmente ora e circostanza: era stato colpito «about 4 o’clock in the morning of the 25th» da frammenti di una granata a mano alla gamba destra.36 Di David Milton, invece, quella notte McNelis perse le tracce. Per molto tempo pensò che fosse stato ucciso nello scontro; in seguito riferì di avere saputo che era stato catturato e che era morto successivamente per le ferite riportate.37 Anche su questo particolare la ricerca ha fornito un riscontro importante: nell’elenco ufficiale dei militari del Colorado morti durante la Seconda guerra mondiale compare PFC David H. Milton, ASN 37701919, classificato DOW – Died of Wounds.38 È un’identificazione molto plausibile con il David Milton ricordato da McNelis, ma non ancora definitiva: occorre verificare nei documenti di compagnia la sua appartenenza alla Company E e, soprattutto, la circostanza della cattura.
Quella notte ci fornisce anche gli indizi più preziosi per localizzare il combattimento: un movimento in discesa, il posto comando in una cascina, una parete rocciosa che segnava il limite delle linee, un piccolo abitato più avanti e un grande pagliaio accanto alle posizioni tedesche. Sono dettagli conservati dalla memoria di un uomo, non coordinate militari. Ma confrontati con il movimento del 338th e con la morfologia del settore Pizzano–Orbega, sono proprio questi elementi ad averci permesso di restringere progressivamente l’area nella quale Paul McNelis venne ferito.
Dalla montagna ad Ardenza
Per McNelis il combattimento finì in quella notte, ma cominciò un’altra parte della sua esperienza di guerra: l’evacuazione dalla montagna. È uno dei passaggi più interessanti della sua testimonianza perché permette di comprendere concretamente come funzionava il soccorso dei feriti in un fronte appenninico dove le strade spesso terminavano molto prima delle posizioni della fanteria. Dopo essere stato riportato al posto comando della Company E, il medic assegnato alla compagnia medicò la ferita. Il comando chiamò quindi il battaglione e dal Battalion Aid Station, che McNelis ricordava a uno o due miglia di distanza, arrivarono i barellieri per trasportarlo nelle retrovie.39 Il mattino seguente Paul venne sistemato su una barella fissata trasversalmente a una jeep. Il mezzo poté avanzare soltanto fino al limite praticabile della dorsale. Da quel punto cominciò una fase che oggi può sembrare sorprendente, ma che sul fronte italiano era del tutto normale: McNelis venne caricato su un mulo, che lo trasportò giù dalla montagna fino al fondovalle, dove attendeva un’ambulanza.40
Il ricordo è perfettamente coerente con le condizioni nelle quali operava l’85th Division. Nelle zone più elevate dell’Appennino le mulattiere spesso costituivano le uniche vie di collegamento con le compagnie avanzate e i muli venivano utilizzati non soltanto per portare munizioni, acqua e viveri verso il fronte, ma anche per riportare indietro i feriti.41 Lo stesso McNelis ricordava che sulle montagne perfino le razioni e l’acqua arrivavano durante la notte a dorso di mulo. Anche questo dettaglio è diventato utile nella nostra ricerca topografica. Se il ferimento avvenne, come indicano il movimento del 338th e gli altri indizi, sulle pendici del sistema Pizzano–Orbega, il racconto di una discesa a dorso di mulo verso un river bottom trova una forte coerenza con la valle dell’Idice sottostante. Non costituisce ancora la prova del punto esatto nel quale McNelis fu colpito, ma rafforza il quadro geografico ricostruito attraverso le altre fonti.
Dal fondovalle un’ambulanza lo trasportò verso le retrovie. McNelis ricordava una prima struttura sanitaria nella zona di Firenze e successivamente un ospedale nei pressi di Livorno, dove venne operato.42 La documentazione sanitaria della Fifth Army permette di ricostruire il sistema nel quale avvenne questo trasferimento. Dal 4 ottobre 1944 il 16th Evacuation Hospital era operativo a Firenzuola ed era divenuto l’ospedale d’armata più avanzato del settore, ricevendo feriti provenienti da entrambi i fianchi del II Corps.43 È quindi una possibilità logistica concreta nel percorso di evacuazione di McNelis, ma non possediamo al momento un documento che dimostri che egli vi sia effettivamente transitato.
- The map where McNeil was injured
- A dead German soldier
- An American soldier on the Appenines
Per l’ultima tappa della storia abbiamo una certezza molto maggiore. Il 29 ottobre, appena quattro giorni dopo il ferimento, Paul scrisse ai genitori comunicando di trovarsi al 64th General Hospital.44
La storia ufficiale del Medical Department dell’U.S. Army consente di localizzarlo con precisione: alla fine di luglio 1944 il 64th General Hospital era stato trasferito da Caserta a Livorno, dove aveva aperto in una ex scuola fascista di paracadutismo nel sobborgo di Ardenza. All’inizio della campagna dell’Appennino settentrionale la struttura disponeva, insieme al 55th Station Hospital, di 1.750 posti letto.45 La ricerca permette quindi di fissare almeno il punto finale della catena di evacuazione: il 29 ottobre 1944 Paul R. McNelis era ad Ardenza. Dal pagliaio davanti alle posizioni tedesche alla barella, dalla jeep al mulo, poi l’ambulanza e gli ospedali delle retrovie: in pochi giorni il soldato della Company E era passato dalle colline a sud di Bologna alla costa tirrenica.
Per lui la campagna d’Appennino era terminata.
Ottantadue anni dopo
Ottantadue anni dopo quei combattimenti, la storia di Paul R. McNelis torna sui luoghi nei quali si era svolta. Il 15 settembre 2026 Kristin Delaney, figlia del veterano, arriverà al MuGot insieme al marito Mike e ai figli Jackson e Paige. Ad accompagnarli nel Battlefield Tour saranno i volontari Daniele e Leonardo Baggiani, seguendo l’itinerario costruito durante le settimane di ricerca.46 Il percorso non sarà soltanto quello di un reparto militare. Dal Passo del Giogo e dal settore nel quale il 338th superò la Linea Gotica, proseguirà verso Firenzuola e le montagne dove McNelis combatté alla fine di settembre, quindi verso Monte delle Formiche e, infine, sulle colline dell’Idice, nel settore di Pizzano e Orbega. Luoghi che nei ricordi del veterano erano rimasti per decenni nomi, quote e frammenti di episodi e che il confronto tra documenti, carte militari e terreno ha progressivamente ricollocato nello spazio e nel tempo.
Non tutte le domande hanno ancora una risposta definitiva. Hill 754 è stata ricondotta con sicurezza alla giornata del 24 settembre e il confronto cartografico ne ha individuato la quota nel settore immediatamente prossimo a Peglio; resta però da sovrapporre con precisione il punto alla carta militare del 1944 e da identificare sul terreno il luogo dell’azione. Il punto nel quale McNelis venne ferito può essere circoscritto con buona probabilità al settore Pizzano–Orbega, ma manca ancora il documento operativo che consenta di fissare la posizione della Company E nella notte del 24–25 ottobre. Anche l’identificazione di David Milton e alcuni particolari sulla morte del sergente Jackson attendono una verifica definitiva attraverso i Morning Reports e i giornali operativi del 338th.47
È forse proprio questo il significato più profondo di un Battlefield Tour costruito attraverso la ricerca. La memoria individuale conserva particolari che spesso non compaiono nei rapporti militari; i documenti restituiscono date e movimenti che il tempo può avere confuso; le vecchie carte permettono di ritrovare toponimi scomparsi o modificati. Infine c’è il terreno, rimasto in gran parte lo stesso: i crinali, le vallate, le pareti di roccia, le strade che scendono verso l’Idice. Seguendo questi indizi è stato possibile ricostruire una parte importante della guerra di un singolo fante della 85th Division.
Il 15 settembre la famiglia di Paul R. McNelis ha potuto percorrere quelle stesse montagne non più soltanto attraverso i suoi racconti, ma seguendo sul terreno le tracce della sua storia.
Note al testo
1. Corrispondenza tra Kristin Delaney e MuGot – Museo Gotica / Gotica Toscana APS, 8 agosto–5 settembre 2026, archivio MuGot. La famiglia era composta da Kristin Delaney, il marito Mike e i figli Jackson e Paige; la visita fu fissata per il 15 settembre 2026.
2. Richard A. Beranty, «My Battle Up the Boot: Paul McNelis in the Italian Campaign», Warfare History Network, marzo 2005. L’articolo è costruito sulla testimonianza diretta di Paul R. McNelis e riproduce anche la lettera inviata ai genitori il 29 ottobre 1944.
3. 85th Infantry Division General Order Summary – Alphabetical Roster for All Units, voce «Paul R. McNelis», ASN 33572443: PFC, Company E, 338th Infantry Regiment; Bronze Star Medal for Heroic Achievement; date of action 24 September 1944; General Orders No. 66, 26 October 1944. La raccolta deriva dalla trascrizione dei General Orders dell’85th Infantry Division.
4. Headquarters, 85th Infantry Division, Report of Operations, 85th Infantry Division, 1 April 1944 thru 31 July 1945, 2 agosto 1945, 69 pp., Combined Arms Research Library Digital Library, World War II Operational Documents.
5. U.S. Army Map Service, Italy 1:25,000, Series 4228, Sheet 98-II NE Firenzuola e Sheet 98-I NE Monterenzio, quest’ultimo 2nd Edition 1944. L’inventario cartografico della University of New Brunswick conferma entrambi i fogli della Series 4228.
6. Sidney T. Mathews, Three Battles: Arnaville, Altuzzo, and Schmidt, United States Army in World War II, Washington, D.C., Office of the Chief of Military History, 1952, parte II, «Break-through at Monte Altuzzo»; cfr. anche Charles M. Wiltse, The Medical Department: Medical Service in the Mediterranean and Minor Theaters, United States Army in World War II, Washington, D.C., Office of the Chief of Military History, 1965, pp. 419–420.
7. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit., passaggi dedicati all’avanzata attraverso l’Appennino dopo lo sfondamento della Linea Gotica.
8. Mathews, Three Battles, cit., sezione «Break-through at Monte Altuzzo». Il 15 settembre il 2nd Battalion, 338th Infantry, operava nel settore di L’Uomo Morto, mentre il 1st Battalion conduceva gli attacchi sulla cresta di Monte Altuzzo.
9. Wiltse, The Medical Department, cit., p. 420; Robert E. Thompson, Elite Assault: The 85th Infantry Division in Italy, 1944–1945, tesi, University of North Texas, 2016, pp. 70–71. Firenzuola cadde il 21 settembre e nei giorni successivi il 338th e il 339th continuarono gli attacchi contro le forze tedesche in ritirata sulle alture a nord e nord-est della conca.
10. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit., passaggio relativo all’azione del 22 settembre 1944: il racconto di McNelis colloca la Company E sotto il fuoco di mitragliatrici sulla Hill 733, presso Poggio, a nord-est di Firenzuola.
11. Congressional Medal of Honor Society, «Orville Emil Bloch», citation ufficiale. Bloch, First Lieutenant, Company E, 338th Infantry Regiment, 85th Infantry Division, compì l’azione il 22 settembre 1944 nei pressi di Firenzuola; la citation gli attribuisce l’eliminazione di cinque postazioni di mitragliatrici e la cattura di diciannove nemici. La fonte indica genericamente machine guns e non consente di identificarle tutte come MG 42.
12. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit. McNelis ricorda di essere rientrato sulla linea dopo aver accompagnato prigionieri nelle retrovie, di avere raggiunto Bloch quando l’azione era già iniziata e di avere combattuto con lui nella fase successiva dello scontro.
13. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit., sezione «McNelis Earns a Bronze Star». La testimonianza colloca l’azione «in the vicinity of Carpenaccia, on Hill 754 due east of Peglio».
14. 85th Infantry Division General Order Summary – Alphabetical Roster for All Units, voce «Paul R. McNelis», ASN 33572443, PFC, Company E, 338th Infantry Regiment: Bronze Star Medal for Heroic Achievement, action 24 September 1944, General Orders No. 66, 26 October 1944.
15. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit. La citation della Bronze Star attribuisce a McNelis l’individuazione di una batteria di mortai, la cattura di tre soldati tedeschi, la distruzione dei mortai e il ritorno alla compagnia con informazioni sulla situazione davanti al reparto.
16. Ivi. Nella testimonianza personale McNelis ricorda la ricerca di acqua insieme a John F. McAleavey, armato di BAR, la casa sul rovescio dell’altura e la resa dei soldati tedeschi collegati alla postazione di mortai.
17. 85th Cavalry Reconnaissance Troop, Report of Operations, 5 marzo 1945, in Army Ground Forces Board, MTOUSA. Il rapporto registra che il 26 settembre il reparto fu assegnato al 338th Infantry per rilevare Company C sulle pendici di Mt. Peglio e che il 27 settembre, sotto il controllo del 1st Battalion, 338th Infantry, ricevette fuoco di mortaio e mitragliatrici dalla zona di Mt. Canda.
18. Comune di Firenzuola, documentazione sulla viabilità comunale e vicinale: strada comunale dal bivio della SP 117 in località Peglio al Parco Eolico del Carpinaccio; strada vicinale n. 89 «Caburaccia – Santa Sofia – Carpinaccio». I documenti confermano la presenza e la continuità toponomastica di Carpinaccio nel settore di Peglio, ma non provano da soli l’identificazione con il “Carpenaccia” della testimonianza di McNelis.
19. U.S. Army Map Service, Italy 1:25,000, Series 4228, Sheet 98-II NE Firenzuola. Il foglio è censito nella raccolta di carte topografiche della Seconda guerra mondiale della University of New Brunswick Libraries.
20. Confronto cartografico svolto da Gotica Toscana/MuGot nel settembre 2026 su base topografica moderna del settore Peglio–Poggio: la quota 754 è stata individuata in prossimità di Peglio e nel medesimo sistema di alture interessato dall’avanzata della Company E. L’identificazione del punto esatto dell’azione richiede ancora il confronto puntuale con la tavoletta militare del 1944 e una verifica sul terreno.
21. Orville E. Bloch, The Operations of 2nd Battalion, 338th Infantry (85th U.S. Infantry Division) in Taking Mount Delle Formiche, Italy, 10–13 October 1944, The Infantry School, General Section, Military History Committee, Advanced Officers Course 1946–1947, Fort Benning, Georgia. La monografia, basata sull’esperienza personale di Bloch come comandante di plotone, è stata riprodotta e pubblicata da Gotica Toscana.
22. Ivi, sezione «The Objective». Monte delle Formiche viene descritto come una posizione tedesca particolarmente forte, dominante sulla valle dell’Idice e sulle direttrici circostanti; al 2nd Battalion del 338th fu assegnato il compito di conquistarla.
23. Ivi, sezioni «Plan of Attack» e «The Attack». Il piano assegnava al 1st Platoon della Company E la conquista di Maceratoia; il 2nd e 3rd Platoon avrebbero dovuto proseguire verso Ca’ del Monte.
24. Ivi. Il 1st Platoon avanzò nel fosso fangoso verso Maceratoia e, dopo l’assalto, catturò diciannove prigionieri tedeschi oltre a diverse armi e mezzi.
25. Ivi. Dopo il primo successo, gli uomini della Company E incontrarono una forte resistenza a Ca’ del Monte; Maceratoia venne sottoposta a tiro di mortai e mitragliatrici e, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre, Easy Company e Company G subirono un violento contrattacco tedesco.
26. Martin Adler combatteva nella Company D, 339th Infantry Regiment, 85th Infantry Division. Nell’ottobre 1944, durante l’avanzata nell’area di Monterenzio, entrò con un commilitone in una casa dove incontrò tre bambini, Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, che sarebbe riuscito a ritrovare soltanto settantasei anni dopo. L’episodio è stato ricostruito grazie alle ricerche di Matteo Incerti.
27. Headquarters, 85th Infantry Division, Minturno to the Appennines: 85th Infantry Division, Information–Education Section, MTOUSA, 1945, parte relativa alle operazioni dell’ottobre 1944. La storia divisionale registra la progressione del 338th verso Monte Fano e, il 22 ottobre, la preparazione dell’avanzata «from Fano towards the strongpoints of Pizzano and Orbega to the northwest». Trascrizione digitale in Custermen – History of the 85th “Custer” Division.
28. Headquarters, 85th Infantry Division, Report of Operations, 85th Infantry Division, 1 April 1944 thru 31 July 1945, 2 agosto 1945, Combined Arms Research Library; cfr. anche Thompson, Elite Assault, cit., che attribuisce l’attacco a Monte Mezzano al 337th Infantry e lo colloca nella fase del 24–25 ottobre.
29. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit., sezione relativa agli ultimi combattimenti dell’ottobre 1944. La testimonianza di McNelis ricorda il movimento in discesa, il Company CP in un edificio rurale, l’abitato davanti alle linee, la parete rocciosa e il grande pagliaio presso le posizioni tedesche.
30. Comune di Monterenzio, «Territorio e Storia»: nel settore Pizzano–Cà di Bazzone l’Idice scorre «tra le ripide pareti di arenaria» che segnano l’inizio del Contrafforte Pliocenico. Il dato geomorfologico è utilizzato qui come riscontro topografico, non come prova del punto esatto del ferimento.
31. U.S. Army Map Service, Italy 1:25,000, Series 4228, Sheet 98-I NE Monterenzio, 2nd Edition, 1944. È la tavoletta militare di riferimento per la ricostruzione del settore Monte Fano–Pizzano–Orbega e della successiva evacuazione verso la valle dell’Idice.
32. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit., sezione relativa al ferimento del 25 ottobre 1944. McNelis ricorda il Company CP in un barn, la partenza della prima pattuglia intorno alle 23.00, il sergente Jackson, la parete rocciosa indicata come limite e l’incidente avvenuto davanti alle linee americane. Il dettaglio del fuoco amico deriva esclusivamente dalla testimonianza di McNelis e non è stato finora confermato da documentazione operativa coeva.
33. 85th Infantry Division General Order Summary – Alphabetical Roster for All Units, voce «Charles E. Jackson», ASN 32294303, Technical Sergeant, Company E, 338th Infantry Regiment: Silver Star postuma per azione del 22 settembre 1944; annotazione «KIA OCT 44». Il documento conferma nome, grado, reparto e morte nell’ottobre 1944, ma non fornisce il giorno esatto della morte.
34. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit. McNelis colloca la seconda uscita intorno alle 4.00 del 25 ottobre e descrive il pagliaio alto circa venti piedi, la buca tedesca, lo scontro a distanza ravvicinata e l’esplosione della granata.
35. Ivi. McNelis ricorda il rientro al Company CP con l’aiuto di due soldati e le prime cure ricevute dal medic della compagnia.
36. Lettera di Paul R. McNelis ai genitori, 29 ottobre 1944, riprodotta in Beranty, «My Battle Up the Boot», cit. McNelis scrive di essere stato colpito verso le 4.00 del mattino del 25 ottobre da frammenti di una granata a mano alla gamba destra e comunica di trovarsi al 64th General Hospital.
37. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit. Nella testimonianza McNelis riferisce che David Milton venne catturato e morì successivamente per le ferite.
38. War Department, World War II Honor List of Dead and Missing – State of Colorado, voce «Milton David H», ASN 37701919, PFC, Custer County, classificazione DOW (Died of Wounds). Il documento conferma l’esistenza e la morte per ferite del militare, ma non ne indica in questa lista il reparto né le circostanze della cattura; l’identificazione con il compagno ricordato da McNelis resta quindi altamente probabile, non ancora definitivamente dimostrata.
39. Beranty, «My Battle Up the Boot», cit. McNelis racconta il trattamento iniziale al Company CP, l’arrivo dei barellieri dal Battalion Aid Station, situato secondo il suo ricordo a uno o due miglia dalle posizioni della compagnia, e il trasferimento verso le retrovie.
40. Ivi. McNelis ricorda la barella fissata trasversalmente a una jeep, il limite della viabilità praticabile sulla dorsale, il successivo trasferimento a dorso di mulo e l’ambulanza in attesa nel fondovalle.
41. Ivi. Nell’intervista McNelis ricorda esplicitamente l’impiego abituale dei muli per rifornire le posizioni avanzate di munizioni, acqua e razioni e per evacuare i feriti dalle montagne.
42. Ivi. McNelis ricorda il successivo trasferimento verso strutture sanitarie nelle retrovie, prima nell’area di Firenze e poi verso Livorno.
43. Charles M. Wiltse, The Medical Department: Medical Service in the Mediterranean and Minor Theaters, United States Army in World War II, Washington, D.C., Office of the Chief of Military History, 1965, cap. XI, p. 437. Un primo nucleo del 16th Evacuation Hospital raggiunse Firenzuola il 27 settembre, ma il tiro nemico ne impedì inizialmente l’installazione; l’ospedale divenne operativo il 4 ottobre 1944 e assunse il ruolo di struttura ospedaliera d’armata più avanzata. Il suo eventuale passaggio nella catena sanitaria di McNelis resta un’ipotesi, non documentata.
44. Lettera di Paul R. McNelis ai genitori, 29 ottobre 1944, riprodotta in Beranty, «My Battle Up the Boot», cit. Nella lettera McNelis indica espressamente il 64th General Hospital come luogo nel quale si trovava dopo il ferimento del 25 ottobre.
45. Wiltse, The Medical Department, cit., capp. IX e XIII. Alla fine di luglio 1944 il 64th General Hospital fu trasferito da Caserta a Leghorn (Livorno) e installato in una ex scuola fascista per paracadutisti ad Ardenza; all’inizio della North Apennines Campaign il complesso del 64th General e del 55th Station Hospital aveva una capacità complessiva di 1.750 letti.
46. Corrispondenza tra Kristin Delaney e MuGot – Museo Gotica / Gotica Toscana APS, agosto–settembre 2026, archivio MuGot. La visita della famiglia Delaney — Kristin, il marito Mike e i figli Jackson e Paige — è stata programmata per il 15 settembre 2026 come Battlefield Tour dedicato ai luoghi della campagna italiana di Paul R. McNelis.
47. Restano da verificare, attraverso documentazione archivistica non disponibile integralmente online, i Morning Reports della Company E, 338th Infantry Regiment, per il 23–29 ottobre 1944, e i giornali operativi e gli eventuali overlays del 2nd Battalion e del 338th Infantry relativi al 22–26 ottobre. Tali documenti potrebbero consentire di precisare la posizione del Company CP, le linee occupate nella notte del 24–25 ottobre, il percorso della pattuglia e le vicende di Charles E. Jackson e David H. Milton. I Morning Reports dell’U.S. Army per questo periodo sono conservati presso il National Personnel Records Center di St. Louis e non risultano integralmente consultabili online.





























