di Manuel Noferini
Le origini e l’integrazione nella Quinta Armata
Le prime donne del WAC (Women’s Army Corps) a prestare servizio nella Quinta Armata sbarcarono a Napoli nel novembre del 1943. Provenivano da Mostaganem, in Algeria, ed erano comandate dal tenente Cora M. Foster. Il gruppo era composto da 10 centraliniste, 7 impiegate generiche, 16 dattilografe, 10 stenografe, una impiegata amministrativa più alcune cuoche e addette a varie altre mansioni, e fu denominato 6669th WAC Headquarters Platoon.
Assegnata al Quartier Generale della Quinta Armata, alla fine di gennaio la piccola unità fu suddivisa in due parti: un distaccamento avanzato ed uno di retrovia. Il distaccamento avanzato avrebbe seguito i movimenti del Comando per tutta la campagna d’Italia spingendosi anche molto a ridosso della prima linea. Il plotone si integrò alla perfezione nell’organico del Comando: in un esercito ancora per massima parte maschile, le sue appartenenti indossavano con orgoglio il foulard verde della grande unità e si sentivano in primo luogo membri della Quinta Armata, e poi WAC.
Le prove del fango e del fuoco sull’Appennino
- Il campo alla Traversa (frazione nel comune di Firenzuola situata sulla Statale 65 poco oltre il passo della Futa)
- Le volontarie del WAC alla Traversa fotografate nel loro accampamento per un reportage pubblicato sulla rivista Life.
- Natale 1944
Nell’ottobre del 1944 le volontarie giunsero alla Traversa (frazione nel comune di Firenzuola situata sulla Statale 65 poco oltre il passo della Futa), nuova sede del comando della Quinta Armata; vi sarebbero rimaste per circa sei mesi, precariamente accampate in tende affogate nel fango e nella neve. Alla fine di dicembre, oltre alle ingiurie di condizioni meteorologiche proibitive, subirono perfino un attacco aereo da parte della Luftwaffe, che bombardò e mitragliò l’accampamento sforacchiando le tende ma per fortuna senza provocare vittime.
- Ladekopf Frammento di un “Ladekopf” utilizzato durante l’attacco al Quartier Generale della Quinta Armata e rinvenuto nei pressi del luogo dove erano accampate le WAC. Questo dispositivo era utilizzato sui velivoli della Luftwaffe per sincronizzare i tempi d’innesco delle submunizioni trasportate. Il figlio di Josephine C. Starnes ricorda: “un giorno lei e un’amica stavano passeggiando lungo la via principale nord-sud in direzione della tenda adibita a mensa quando un aereo tedesco iniziò a mitragliare la strada. Lei e la sua amica Norma [probabilmente Norma R. Reick] per togliersi di lì si buttarono con un salto nella boscaglia ed atterrarono nel fango degli scarichi della tenda dove erano installate le docce. Alzarono gli occhi e videro l’antiaerea organizzare un vero spettacolo sopra di loro. Alla fine l’aereo tedesco se ne andò. Non seppe mai se i GIs avessero abbattuto il tedesco oppure no, ma la cosa che la fece più arrabbiare fu che le sue calze di seta si erano rovinate. Le aveva appena ricevute da casa. Quelle dell’esercito erano in filo di Scozia misto a nylon”.
L’impatto mediatico e le onorificenze al valore
Il 6669th WAC Headquarters Platoon fu una delle unità femminili dello US-Army più famose e fotografate: questo soprattutto per l’alto grado di efficienza che dimostrarono durante il servizio, prestato spesso in condizioni disagiate e correndo gli stessi pericoli dei loro commilitoni di sesso maschile. La fama tuttavia fu dovuta anche alla lungimirante politica nel campo delle pubbliche relazioni intrapresa dal generale Clark, che non perdeva occasione di mostrare alla stampa le sue WAC durante picchetti d’onore, eventi mondani (come lo Spaghetti Bowl che si giocò a Firenze il primo gennaio 1945), o servizi fotografici organizzati ad hoc.
- Collar disc per sottufficiali e truppa del WAC, rinvenuto alla Traversa, nelle vicinanze del Comando della Quinta Armata.
Le WAC del 6669th Headquarters Platoon ricevettero un alto numero di decorazioni: le 83 volontarie che si avvicendarono nel plotone ricevettero complessivamente ben 27 Bronze Stars e 54 Good Conduct Medals individuali, oltre alla “5th Army Plaque with clasp” ed alla “Meritorious Service Unit Plaque” ricevute a livello collettivo.







